Home Politica Pace fiscale- condono: è gelo tra Lega e 5 Stelle, Salvini conferma il decreto, pentastellati infuriati
Pace fiscale- condono: è gelo tra Lega e 5 Stelle, Salvini conferma il decreto, pentastellati infuriati

Pace fiscale- condono: è gelo tra Lega e 5 Stelle, Salvini conferma il decreto, pentastellati infuriati

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Si rischia di ricominciare dalla casella di partenza, come nel gioco dell’oca. Sul dl fiscale – di nuovo al centro di uno sfibrante scontro M5S-Lega – occorrerà un nuovo accordo politico per definire i contorni di quella pax fiscale che per i 5 Stelle si sono dilatati all’improvviso assumendo contorni pericolosi – scudo fiscale e condono penale – mentre per la Lega erano chiari, chiarissimi, già nel cdm di lunedì scorso che ha dato il via libera al decreto.

Così ora, per rientrare dal braccio di ferro, occorrerà un nuovo vertice politico che potrebbe tenersi già domattina. E al quale potrebbe seguire un cdm finalizzato ad approvare le misure rivedute e corrette. Ammesso e concesso che le controparti arrivino ad un nuovo accordo, perché di questo si tratta. Dai vertici del M5S fanno sapere che, per riaprire il dialogo, “serve un cambio di atteggiamento”.

Le parole del viceministro leghista Massimo Garavaglia – “il testo lo conoscevamo tutti” – sono suonate come uno schiaffo volto a sconfessare il vicepremier Luigi Di Maio. E così ora si attende un chiarimento tra lui e Matteo Salvini, di ritorno dalla Russia ma in serata impegnato a Bolzano. Al momento tra i due, a quanto si apprende, è calato il gelo e non c’è stato nessun contatto, nessuna chiamata, da quando ieri, dallo studio di Porta a Porta, il capo politico del Movimento ha lanciato le sue accuse.

Nessuna manina, nessun errore, nessun complotto: l’articolo 9 è stato discusso (“per ore”) con tutto il testo del decreto fiscale e non sarà cambiato. Matteo Salvini interviene da Bolzano per mettere un paletto in apparenza invalicabile alle proteste di Luigi Di Maio e chiarire che tutti sapevano come stavano le cose su quello che le opposizioni chiamano ‘condono’, ma che per la maggioranza è una ‘definizione agevolata’.

Fatto sta,scrive Repubblica, che la questione è diventata un caso politico all’interno del governo. Dopo la furia di Di Maio che in tv ha parlato di un testo manipolato annunciando addirittura una denuncia in procura,  Salvini scarta l’ipotesi di un consiglio dei ministri (“Non possiamo rifare il consiglio dei ministri ogni quarto d’ora. Quando approvo un decreto lo mantengo. Non possiamo ricominciare tutto daccapo”) ed è beffardo con l’ipotesi di complotto ventilata dal leader politico dei M5s: “Non ci sono regie occulte, invasioni degli alieni o scie chimiche. Questo è un governo che non ha timidezze, problemi o complotti contro. In consiglio dei ministri c’erano tutti, non c’ero solo io”.

All’irritazione dei Cinque Stelle danno voce il ministro per i rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro (“Sono state inserite norme non concordate in Consiglio dei Ministri. Quelle norme spariranno: con noi niente scudi né condoni) e la vceministra dell’Economia M5s, Laura Castelli, che insiste: l’accordo raggiunto il 15 ottobre l’accordo prevedeva nessun condono penale e niente scudo fiscale sui capitali esteri.

Castelli, riporta il Corriere, fa riferimento anche alle parole di Massimo Garavaglia, sottosegretario all’Economia della Lega, che a chi gli chiedeva chi fosse a conoscenza delle norme del decreto fiscale aveva risposto: “Lo sapevano tutti”.

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