Ordine, disciplina, sicurezza il grido di battaglia di Fratelli d’Italia che però dimenticano l'”emergenza morale”

Puntualmente in avvio di campagna elettorale una certa destra “dell’ordine e della disciplina” (per gli altri) rispolvera il problema della sicurezza, disegna scenari da bronx viterbese, invoca misure drastiche e manager per la sicurezza: che poi non è che nella città dei papi non ci sia un peggioramento delle condizioni di vita, che il capoluogo non sia meno tranquillo da vivere, specie di sera e in alcune zone, quello che infastidisce è l’uso strumentale ed elettorale della cosa. Soprattutto se a evocare lo spettro di una “Viterbo violenta” (spettro risibile) sia un partito come Fratelli d’Italia che, oltre che per organizzare festival o per dare spazio al suo signore indiscusso Mauro Rotelli non è che si sia messo tanto in mostra nè ora nè mai. Che poi Grancini (nella foto), Talucci Peruzzi e Ubertini diano l’impressione più di tre amici al bar reduci da una mattinata di caccia più che di tre uomini d’ordine è tutto un altro discorso: così come la loro meno pressante attenzione verso le questioni etiche, i conflitti d’interesse, i festival del “capo”, le spregiudicatezze organizzative di alcuni alleati di coalizione, i ripensamenti improvvisi sui villaggi natalizi del consigliere Buzzi, etc… Ora meglio pensare ai “brutti, sporchi e cattivi”, a “ripulire la città”, fare facili appelli alla sicurezza: poi dopo la conferenza c’è tutto il tempo di tornare a pensare alle proprie cose, magari tra una nuotata e l’altra a casa di amici…

(pasquale bottone)

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