Home Cronaca Omicidio di Santa Lucia: “Comprendo la famiglia Fieno, ma l’opinione pubblica ha il diritto di sapere”: intervista al caposervizio del “Corsera” Fabrizio Peronaci
Omicidio di Santa Lucia: “Comprendo la famiglia Fieno, ma l’opinione pubblica ha il diritto di sapere”: intervista al caposervizio del “Corsera” Fabrizio Peronaci

Omicidio di Santa Lucia: “Comprendo la famiglia Fieno, ma l’opinione pubblica ha il diritto di sapere”: intervista al caposervizio del “Corsera” Fabrizio Peronaci

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Come abbiamo già scritto il delitto di Santa Lucia ha letteralmente sconvolto la città di Viterbo come non avveniva da anni: l’emozione suscitata nell’ opinione pubblica è stata enorme e gli organi di stampa si sono trovati a doversene occupare in maniera costante e massiccia, proprio in virtù della tragica anomalia dell’evento per la città. Di qui una nota della famiglia Fieno affidata al legale Daniela Fieno in cui si chiedeva ai giornali un più basso profilo sulla vicenda fino ad arrivare ad un totale e rispettoso silenzio stampa. Un’ esigenza di tranquillità che si può ben capire che però dinanzi ad un episodio di cronaca così clamoroso è ben difficile da praticare: chiediamo un parere al riguardo al caposervizio di “nera” del Corriere della Sera Fabrizio Peronaci (nella foto) giornalista d’inchiesta nonchè scrittore ben noto anche alle platee televisive, autore del recente best seller sui misteri del Vaticano “La tentazione”.

“Capisco la famiglia, il suo appello è comprensibile- esordisce Peronaci-  ma un organo di stampa non può far calare il silenzio improvvisamente su un fatto di cronaca  così clamorosamente doloroso. L’augurio è che, trattandosi di una vicenda familiare, tutti i colleghi facciano il loro  lavoro con una buona dose di indispensabile sensibilità, sen!za scadere nel morboso, ma raccontando quanto accaduto e quanto accade con pacatezza e rispetto dei protagonisti della storia: ma senza mai smettere di monitorare il caso”.

– Impossibile tra l’altro specie per un giornale local non occuparsene, quando la vicenda è ancora agli inizi poi…

“E’ un caso che ha suscitato molte reazioni a Viterbo  e non solo, l’opinione pubblica ha diritto a sapere come sia potuto accadere, in quale contesto socio-economico vada inserito, per un giornalista c’è il diritto-dovere di cronaca, l’obbligo professionale a seguire le varie fasi dell’indagini, specie prima che si sia svolto un primo interrogatorio, che ci siano anche parziali elementi di chiarezza. Il focus sulla vicenda deve restare acceso, ripeto sono situazioni in cui l’interesse generale è enorme, il clima che si respira intorno al caso non può non essere indagato e raccontato ai lettori”.

– I drammi familiari sono tra l’altro in grande aumento nel nostro Paese.. 

“La violenza ha radici profonde nella nostra società  e continua ad esplodere nelle sue più svariate forme: la famiglia spesso è il luogo dove le tensioni sociali e personali trovano terreno fertile, tra incomprensioni, litigi, dispute,  problemi materiali, fino a  venir fuori e armare la mano di qualcuno. Poi i momenti di maggior crisi economica fanno in modo che certi processi di deterioramento dei rapporti tra le persone si accelerino, innescano meccanismi micidiali che non si riesce più a fermare. La famiglia è sicuramente un gigantesco accumulatore di tensioni che possono portare ai drammi e ai crimini più efferati”.

(pasquale bottone)

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