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Musica, “Farewell Yellow Brick Road Tour”, l’addio ai concerti dal vivo di Elton John

Musica, “Farewell Yellow Brick Road Tour”, l’addio ai concerti dal vivo di Elton John

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Siamo all’epilogo, sono state annunciate le date del tour “Farewell Yellow Brick Road” di Elton John, che si esibirà in due spettacoli all’Arena di Verona il 29 e il 30 maggio 2019, e in una data, il 7 Luglio a Lucca al Summer festival. Il 1 maggio sarà a Vienna, e in altri appuntamenti ci saranno esibizioni in Polonia, Germania, Olanda, Danimarca, Repubblica Ceca, Svezia, Belgio, Irlanda, Svizzera e Italia. Partito l’8 settembre 2018 dagli Stati Uniti, il tour prevede 300 concerti in 5 continenti, per concludersi nel 2021, in tappe comprese tra Asia, Nord e sud America, Australia, Europa, e non è tutto. “Voglio ringraziare i miei fan straordinari per il loro travolgente supporto lungo il corso della mia carriera, e specialmente per l’interesse dimostrato a essere presenti per celebrare il mio ultimo tour ” ha detto Elton John. “Sono così emozionato per la partenza del tour, e non vedo l’ora di vedere tutti quanti in giro”.

Ogni volta che sentiamo la parola ” Ultimo” ci sentiamo pervasi da una immensa tristezza, da una crisi da abbandono, da una profonda solitudine, da una mancanza tangibile che pesa come un’abitudine che viene a mancare. Quell’abitudine celebrata per anni nei nostri cuori dal mago dalla musica, dal performer del pop, che ha toccato corde molto speciali della nostra interiorità. Elton ci ha accompagnati in un viaggio musicale durato 50 anni, fornendo supporto ai quesiti dell’anima, quelli più intimi e profondi. Una grande carriera costellata di successi che ha pochi eguali. Ha chiamato il suo ultimo tour “Farewell Yellow Brick Road” per dare un senso compiuto e definitivo al suo lavoro, a questo evento mondiale, ma sarà davvero l’ultimo? Il “Sir” dice “Ogni volta che mi volto indietro capisco che folle esistenza abbia avuto il privilegio di vivere”, dentro ai suoi 72 anni, spiega di essere cresciuto e vissuto in periodi di straordinarie rivoluzioni, avendo il privilegio di conoscere e confrontarsi con i maggiori protagonisti dei cambiamenti di un’epoca che va dal 900 ai giorni nostri. Una vita concepita come sulle “Montagne russe,”e ancora aspettando per sè stesso immense sorprese da scoprire e da vivere. Anche se raccontandosi dice” Io non sono l’uomo che a casa pensavano che io fossi. “Oh no, no, no”…cantava in Roket Man, esprimendo appieno la metafora dell'”Uomo razzo,” e coltivando da sempre una vita oltre ogni limite, incontro ad ogni sapere e contaminazione. Elton John suonava a tre anni come un “enfant prodige,” poi alla Royal Academy of Music di Londra, tutt’ora membro attivo e onorario. Padrone da sempre dei suoi vizi, dei suoi stravizi e delle sue virtù, osannato o deriso per la sua originalità. Un biografia di sè stesso raccontata sinceramente a chiunque volesse saperne di più su di lui lo spiega, introiettato dentro una vita, la sua, fatta di momenti bassi che sono stati realmente tali, e di altri esaltanti, compresi tra quelli altissimi e immensi. Il suo vero nome Reginald Kenneth Dwight, è già un inno nel suo nome, un poema, un qualcosa che sa di colonna sonora suonata da 100 fiati, di origine inimitabile, unica, un suono che sa di leggenda. Il suo secondo nome d’arte è Hercules.

 

E’ il padrino di Sean Lennon, il figlio del “leggendario” e di Yoko Ono, volendo trascurare i figli di David e Victoria Beckham, padrino di entrambi. Famoso per il suo stile e per i suoi outfit sfavillanti e i suoi costumi di scena, che sono stati indossati persino da “Mozart” (nel film omonimo) ,oppure sbalorditivi, da” Statua della libertà”da ” Paperino” o da” Torre Eiffel”. Come tutti i grandi pensatori consapevoli e conflittuali, ha lottato contro la depressione, tentando il suicidio con la testa dentro al forno a gas, ma il “forno” non l’ha voluto. Nel 1991 si presentò in aeroporto all’Heathrow Airport con 42 valige piene di accessori e abiti, rigorosamente suddivisi per colore, come un uomo intrappolato nel suo personaggio catalogato tra i miti. Ha scritto anche colonne sonore di film per bambini, ma lo considerava un punto a sfavore della sua carriera, anzichè un successo conclamato, Un grande uomo mette sempre in conto una buona dose di modestia, una valigia di dubbi e di soluzioni incognite.

Eclettico dissonante, è uno dei maggiori artisti del rock contemporaneo, con una produzione che spazia dal symphonic rock al glam rock, al pop rock, all’hard rock. Durante la sua carriera ha venduto 400 milioni di dischi, facendo di sè uno dei cantautori di maggior successo di sempre, il britannico di maggior empatia vissuto tra due secoli. Nel 1998 è stato fatto Cavaliere (Knight Bachelor) dalla Regina Elisabetta II per i servigi resi alla musica, alla cultura inglese e alla beneficenza, con oltre 150 milioni di dollari intascati per supportare cause benefiche. La rivista”Rolling Stone” lo ha inserito al 49º posto nella sua lista dei 100 migliori artisti di tutti i tempi, e lo stesso magazine lo ha posizionato al 38º posto nella sua lista delle 100 migliori voci maschili mondiali. Io l’ho già ascoltato qualche anno fa nei pressi di Padova, e non lo perderò certamente nella sua nuova e probabilmente ultima performance, ho il biglietto in tasca, arrivederci … a chi ci sarà…

Maria Grazia Vannini

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