Monopolio Caffeina: con l’apertura del teatro la Fondazione occupa tutti gli spazi ricreativi della città, nel silenzio di debolissime istituzioni. Perchè quello del Teatro dell’Unione è un problema secondario

E non appena sarà in funzione anche il Teatro Caffeina potremo dire finalmente che al 100% Viterbo non appartiene a tutti i suoi cittadini, ma ad una lobby privata: altro non è infatti la Fondazione Caffeina che ormai va sostituendosi ad istituzioni locali sempre più deboli. Non si spiegherebbero altrimenti i progetti legati al Teatro Genio fatti affondare prima del benchè minino tentativo di realizzazione di un qualcosa, anche un piccolo cantiere nè gli insormontabili problemi che sta affrontando il Teatro dell’Unione che non si sa bene nè come nè quando riaprirà in modo permanente i battenti. Tutto sembra essere stato organizzato ad orologeria affinchè Rossi e i suoi possano far passerella come e dove vogliono: la città è soffocata da un monopolio più affaristico che culturale che avrà avuto sicuramente bisogno dei suoi appoggi politici e delle sue partnership, cosa difficilissima in una luogo feudale e chiuso in se stesso come Viterbo: sembrano quindi stucchevoli le discussioni e i dibattiti che si ascoltano in queste ore sul Teatro dell’Unione che avrà un ruolo del tutto residuale nella vita cittadina, quello centrale sarà svolto da Caffeina che dopo la letteratura, la musica si estende ora anche al teatro e prima o poi troverà il modo di farsi affidare anche l’Unione. Rossi & C hanno raggiunto un potere assoluto su intrattenimento e didattica, come questo sia stato possibile in mancanza totale di competitors sarebbe da capire; mai vista una tale concentrazione di “concessioni” in mano ad una sola fondazione, la cosa è molto anomala e preoccupante, ma nella città dove l’opinione pubblica è assente o rassegnata e la politica fatta solo da comitati di cinica gestione della cosa pubblica volete che non sia consentito questo angosciante scenario?

(p.b)

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