Minacce indirette, pressioni indebite e ricatti al direttore di cittapaese.it Pasquale Bottone che dice: “Di questi “miserabili” non mi curo, vado avanti per la mia strada”

Abbandoni definitivamente l’illusione chi pensa che Viterbo sia una città tranquilla: magari sarà noiosa, ultimamente in perenne stato comatoso, ma tutto fuorchè tranquilla, con giochi sotterranei inquietanti e “pericolosi”. Quando ho aperto cittapaese.it avevo già deciso che avrei detto la mia senza peli sulla lingua su tutto quello che sarebbe successo in questa bella e sconclusionata città, nonostante avessi già subito pesanti e misteriosi (denunciati puntualmente a chi di dovere) hackeraggi lo scorso anno che portarono alla chiusura di loralegale.eu Ed ora, anche per quel che riguarda cittapaese.it pare che siamo sulla stessa strada: minacce indirette, congelamento del mercato pubblicitario, ricatti a strutture con le quali collaboro, contratti già siglati che puntualmente saltano ad orologeria, invettive contro la linea editoriale del giornale “consegnate” ad amici e conoscenti: lo stesso Commissario del Consorzio Biblioteche Paolo Pelliccia sono ormai varie volte che mi chiama dopo telefonate di ammonimento ricevute da servi sciocchi e squallidi politicanti che lo invitano a non ospitare più la rassegna da me diretta “Il Salotto delle 6”. Coloro oltre che servi sciocchi sono anche dei perfetti imbecilli perchè non calcolano che Pelliccia non è e non sarà mai il mio padrone, ma solo un’istituzione cittadina attenta e corretta cui piace il mio modo di lavorare e che per questo vuole che gli eventi da me ideati e organizzati si svolgano da lui: non ci sono rapporti di dipendenza, ma di collaborazione tra professionisti che si stimano reciprocamente, stop. Quindi è inutile, sciacalli e sciacalletti di infimo livello che ve la prendiate con lui che non c’entra assolutamente niente con quello che scrivo che è opera di una mia scelta editoriale di cui mi assumo tutte le responsabilità. Non ho nessuno cui rendere conto e lo pago da anni sulla mia pelle, ma non mi lamento, non potrei fare altrimenti: e quando vedo questa pletora di burattini affannarsi a portare acqua al proprio padrone contro tutti e tutti non mi spavento, non mi innervosisco, rido, ed ogni volta più forte: consapevole della strada che ho davanti, del cammino che ho da fare verso una città “normale”, ma convintissimo sempre più di volerlo affrontare con amore per la verità e continuità. Le minacce non mi sfiorano nemmeno, le lascio a chi non sa fare altro nella vita per dare un significato anche minimo alla sua inutile esistenza.

(pasquale bottone)

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