Marchettificio Viterbo: corruzione, conflitti di interesse giganteschi, affari sporchi, patti elettorali al ribasso, viaggio nel malaffare dilagante

Purtroppo più che diventare una vera città d’arte, con tutti i crismi, Viterbo si sta trasformando sempre più in un marchettificio no stop, dove ognuno contratta solo la sua vendita:  ed ecco quindi “copiincollisti” (vestiti inefficacemente da cosiddetti giornalisti) vendere i loro servigi per un banner, scrivere sui loro “copia e incolla journal” degli stessi di cui curano l’ufficio stampa, fossero associazioni, politici, attori, cantanti poco importa, l’importante e fare marchette come dei miserabili senza identità e senza professionalità. Ecco i politici intrecciare alleanze solo per restare a galla, anche con il peggior nemico di un tempo, a chi voltò loro le spalle solo per coltivare i propri interessi: ecco preparare per le prossime elezioni comunali alleanze invereconde, patti di infimo livello che hanno il solo scopo di depredare una città già tanto depredata. Nel silenzio di una piccola urbe rassegnata, spenta, divorata da avvoltoi insaziabili, che ha perso la voglia di vivere ricoperta sotto una spessa coltre di furti legalizzati, affarismi biechi, mafie e mafiette, ruberìe e bassezze di ogni genere: una città dilaniata dai mariuoli e dai corrotti che deve trovare il coraggio di rialzare la testa per scacciare il dilagante malaffare e ritrovare se stessa.

(p.b.)

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