Home Politica Mafia viterbese, la città continua a rispondere con i suoi silenzi relegando tutto a “mera questione di ordine pubblico”: la situazione è grave e seria
Mafia viterbese, la città continua a rispondere con i suoi silenzi relegando tutto a “mera questione di ordine pubblico”: la situazione è grave e seria

Mafia viterbese, la città continua a rispondere con i suoi silenzi relegando tutto a “mera questione di ordine pubblico”: la situazione è grave e seria

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A svariati giorni dalla maxi operazione antimafia dei carabinieri la città continua a rispondere con i suoi silenzi, relegando nella quasi totalità dei casi la cosa a “mera questione di ordine pubblico”. Sindacati, associazioni hanno scelto la strada del no comment, non mobilitandosi certo per l’accaduto come se fosse tutto nelle mani di polizia, carabinieri, magistratura e i cittadini nulla c’entrassero: neanche un appello, un pubblico incontro, di piazza o non. Come se il fenomeno mafioso fosse come quello del borseggio o della rapina organizzata: se Viterbo era una città dormiente prima dei fatti suddetti ora lo è ancora di più e chi si tira fuori dalla decadente crisi di una città ne diventa immediatamente dopo complice.

La situazione è quindi sia grave che seria, la reazione della comunità viterbese è stata ancora una volta omertosa, quasi non fosse toccata da quanto accaduto, ma una corpo a sè estraneo: eppure cominciano a diventare più chiari i contorni dell’attività mafiosa, la sua capacità di coinvolgere strati della popolazione appartenenti al mondo delle professioni e dell’imprenditoria, il suo ergersi sovente a giudice di dispute tra litiganti, anche questo un dato assai inquietante.

Ci sono stati interventi di politici viterbesi quali Luisa Ciambella e Giacomo Barelli che hanno chiesto l’immediata convocazione di un consiglio straordinario sulla mafia: ma la politica merita un discorso a parte e tutto quello che potrà succedere poi rischia di essere tardivo e di maniera.

(r.s)

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