Ma una Provincia così non interessa a nessuno: gli inutili giochi di partito a Palazzo Gentili

Si discute, molto sommmessamente a dire il vero, in questi giorni, delle elezioni provinciali, svuotate di ogni senso da quando sono state trasformate da importante consultazione popolare a noioso gioco a scacchi tra partiti che decideranno stesso fra di loro come sarà composto il prossimo consiglio provinciale. Provoca quasi irritazione ascoltare o leggere indicazioni di candidati, dichiarazioni senza capo nè coda di questi ultimi con un ente così depotenziato: un ente, la cui abolizione è stata bocciata dagli italiani lo scorso dicembre col referendum e che avrebbe tutto il diritto di tornare ai fasti di un tempo. Gli italiani vogliono che le province tornino come erano a svolgere l’importante ruolo che svolgevano, e i loro rappresentanti preferiscono sceglierseli da soli. Si imporrebbe, se la volontà popolare verrà una tantum rispettata, il ritorno al suffragio universale e all’antico, per quello che concerne funzioni e peso istituzionale del giustamente sminuito ente: fino a quel punto quello che succederà all’interno di quest’ultimo, e parliamo di Palazzo Gentili, ci interesserà poco o niente.

(p.b.)

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