Ma in tutta Italia la gestione dei “treni turistici” si affida per bando pubblico e i percorsi e i colori del “mezzo” si studiano a dovere

E da qualche tempo anche Viterbo, come tante cittadine italiane, ha il suo trenino turistico: peccato solo che, come al solito, le procedure per arrivare a questa “conquista” non siano state ancora una volta delle più diffuse e chiare: si parla di un affidamento in prova per un periodo di 7 mesi ad un privato per verificare se in citta il terreno è fertile per questa iniziativa. Quest’ultima, però, ad onore del vero, viene ovunque legata ad un pubblico bando e non ad affidamento diretto, neanche temporaneo. Basti pensare al comune di Senigallia (“trenino”nella foto) che usa affidare il servizio ogni tre anni a chi si aggiudica il suddetto bando o anche ad Ascoli Piceno, Pesaro, Urbino e Macerata, dove il trenino turistico è molto amato e che sembra molto simile al modello scelto dal gestore del servizio affidatagli dal Comune di Viterbo che quindi deve essere lo stesso, visti i colori del “mezzo” bianchi e rossi in uso nei comuni suddetti, lo stesso che opera nelle cittadine marchigiane: ma la scelta cromatica è ampia, basti pensare a Siena e al preferito “biancoceleste” o al “biancogiallo” scelto a Bari. L’importante sarebbe capire bene quale percorso far compiere al “trenino” che non causi a quest’ultimo problemi di traffico e di indesiderati stop (causa macchine mal parcheggiate), colorarlo magari dei colori ufficiali della città per non spersonalizzarlo tra i tanti e poi bandire la pubblica gara. Solo poco accortezze, se vogliamo, eppure a Viterbo sembrano utopie.

(p.b.)

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