Home Politica L’intervista: “Riaccendiamo le luci su una città spenta”, cittapaese.it incontra Paola Celletti, candidato sindaco di Lavoro e Beni Comuni
L’intervista: “Riaccendiamo le luci su una città spenta”, cittapaese.it incontra Paola Celletti, candidato sindaco di Lavoro e Beni Comuni

L’intervista: “Riaccendiamo le luci su una città spenta”, cittapaese.it incontra Paola Celletti, candidato sindaco di Lavoro e Beni Comuni

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Persona mite ed elegante, Paola Celletti però è abituata alle battaglie anche lunghe e dure per  i diritti civili, essendo stata a lungo sindacalista dell’Usb e presidente del Comitato per l’Acqua Pubblica “Non ce la beviamo”. E’ candidata sindaco alle comunali per la lista Lavoro e Beni Comuni che raccoglie “Solidarietà cittadina”, Rifondazione Comunista   e tanti indipendenti dai partiti decisi a fare qualcosa per la città: questi ultimi sono in crescita e numerosi provengono dalla sinistra di governo ormai più “cosiddetta” che altro.

Una bella sfida per lei ….

“Ho accettato perchè ormai ho un gruppo di lavoro affiatato e poi perchè la situazione cittadina è davvero tragica, è quasi un dovere fare qualcosa”.

Cosa vede di diverso dal passato? 

“La rassegnazione al peggio, il fatto che anche nel terzo millennio Viterbo resti il feudo di pochi gruppi di interesse che se la dividono da sempre: la qualità della vita è molto peggiorata e mi sembra proprio che le fasce disagiate siano in aumento”.

Una disoccupazione che è forse la più alta d’Italia…

“Per questo noi abbiamo pensato a Viterbo come “città termale”, punto di incontro di tanti lavoratori dipendenti ed autonomi di tutta Italia   bisognosi di cure termali che  troverebbero accoglienza nella nostra città. Potrebbero essere in tanti e soggiornare a Viterbo anche per lunghi periodi, creando un indotto notevole e tanto lavoro. Non il turismo “mordi  e fuggi”, quindi, ma una risorsa stabile e non episodica. Una iniziativa realizzabile anche in tempi brevi”.

Complementare al progetto di una Viterbo “città d’arte e cultura”…

“Certo, ma non è che la città d’arte e cultura si crea mettendo su qualche evento occasionale di grosso richiamo para-televisivo e basta: bisogna rendere più facile l’accesso di giovani e meno giovani alla cultura, incoraggiare la partecipazione ad eventi teatrali e musicali a prezzi ridotti,  magari, produrre spettacoli ed incontri  che favoriscano l’ingresso di Viterbo in un contesto nazionale più evoluto e di spessore di eventi, investire nella differenziazione dell’offerta e cercare di guardare anche all’originalità della stessa”.

A Viterbo non sono cose di facile realizzazione…

“Bisogna pur cominciare a cambiare passo, a stimolare un risveglio reale della città, non solo fare propaganda”.

Un risveglio delle coscienze, ed un ambiente cittadino più “colorato” e vario, magari…

“Magari, c’è bisogno di nuovi colori contro questo diffuso grigio che appiattisce e intristisce:  si può provare con molto poco a riaccendere le luci su una città sempre più spenta”.

(pasquale bottone)

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