Home Politica Lettera aperta al sindaco Arena di Pasquale Bottone: “Gentile signor sindaco, così non va”
Lettera aperta al sindaco Arena di Pasquale Bottone: “Gentile signor sindaco, così non va”

Lettera aperta al sindaco Arena di Pasquale Bottone: “Gentile signor sindaco, così non va”

0
0

Gentile signor Sindaco

(incominciamo a mettere l’abitudine che sulla stampa e nelle occasioni ufficiali le istituzioni vengano chiamate con il loro nome e non come “compagni di merende”),

ho sempre manifestato grande stima e considerazione nei suoi confronti e confermo  tutto assieme ad una personale e spontanea umana simpatia, ma dopo il varo della giunta di ieri sono molte le perplessità che mi hanno assalito. Provo ad illustrargliele punto dopo punto:

  1. Nel corso degli ultimi giorni di consultazione e nella scelta finale della giunta mi sarei aspettato da lei, mi perdoni, altro scatto: il suo ruolo di pacificatore sarà importante in una città ed in un ambiente politico dai veleni crescenti, ma io al posto suo ci avrei pensato un po’ su prima di dare la stura al trionfo di una partitocrazia così arrogante e fastidiosa:
  2. Lei ha consentito il formarsi di una asse tra Fratelli d’Italia e Fondazione che se ne è perfettamente infischiato degli interessi generali e ha badato solo ad accumulare nomine e prebende: Viterbo non merita la nomina ad assessore alla cultura di un personaggio senza il curriculum idoneo,  in palese conflitto d’interesse in quanto presidente di associazioni cultural-politiche vicinissime all’onorevole Rotelli, tra i direttori del festival personale del neo-deputato, “Medioera”, nonchè da anni organizzatore di eventi a lui legati. Dopo il criticatissimo assessorato al Festival Caffeina della scorsa amministrazione ci saremmo aspettati da lei, liberale moderato, un segnale di attenzione nei confronti del problema che purtroppo non c’è stato;
  3. Lei ha consentito che una lista civica, Fondazione, che ha preso solo 1500 voti alle ultime comunali, sfiorando il 5 per cento, arrivi ora in consiglio con 3 consiglieri e 2 assessori, piazzando ad un assessorato non secondario la compagna del suo portavoce Santucci, Alessia Mancini, e senza che la cosa venisse pubblicamente chiarita: se la nomina era avvenuta per straordinarie ed introvabili qualità della prescelta andava motivata alla presentazione in dettaglio, anche per dare a Cesare quel che è di Cesare. Non abbiamo nulla contro Alessia Mancini che abbiamo avuto modo di conoscere e  per cui nutriamo anche simpatia e che probabilmente sarà un assessore “rivoluzionario”, di imperitura gloria,  ma andava cautelata e non gettata in pasto a tutti con “anonimi sotterfugi”. Riguardo al trattamento che lei ha riservato a Fondazione non riusciamo a trovarvi spiegazione, se non nel gioco dei ricatti politici piccoli o grandi cui ha cominciato ad essere sottoposto dai suoi alleati;
  4. Lei ha consentito che venisse dimezzata la delega (non stiamo a raccontare favole, di dimezzamento si tratterà) dell’unico consigliere del suo partito, Elpidio  Micci, che in queste settimane si è comportato con signorilità  e misura tenendosi lontano dal nauseante mercato delle deleghe, creando molto scontento in un partito, Forza Italia, che dopotutto è il suo;
  5.   Lei ha consentito che la delega allo sport del suo alleato socialista (ancora iscritto al partito, ma in lista con Fondazione, valla a capire la politica) Sergio Insogna ottenesse per l’ennesima volta la delega allo sport che a questo punto deve essere diventata una proprietà personale.

Siamo convinti, glielo diciamo con la massima sincerità, che lei abbia operato in buona fede, spinto dal ricordo di suo padre e dall’amore per la città così come pure le diamo atto di aver mantenuto in queste settimane un dialogo con i cittadini e gli addetti ai lavori davvero lodevole. Il problema è che però il momento difficile della vita politica cittadina, la vittoria risicata alle comunali, l’astensionismo  crescente, la costringono a tenere alta la credibilità e l’efficacia della sua giunta, a respingere gli attacchi più sgradevoli della partitocrazia, a non cedere ai ricatti e alle smanie di protagonismo di personaggi minori, a prendere in mano la situazione con calma  e decisione, senza tentennamenti ed essendo pronto a tutto, anche a minacciare  o a dare le dimissioni.

Lo attende da lei la Viterbo moderata che l’ ha votata e che  aspetta fiduciosa un modo di amministrare rinnovato e incisivo: archiviamo questo inizio davvero brutto, ha tutto il tempo e le capacità per prendere le misure, noi le accordiamo fiducia, ma non le faremo sconti, non  ne facciamo a nessuno.

Grazie e buon lavoro

Con stima

Pasquale Bottone

 

LEAVE YOUR COMMENT

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cookies help us deliver our services. By using our services, you agree to our use of cookies. More Info | Close