Home Politica Le ideologie dopo, prima mandare via i “mercanti dal tempio”: Viterbo può ripartire da etica, regole chiare e trasparenza
Le ideologie dopo, prima mandare via i “mercanti dal tempio”: Viterbo può ripartire da etica, regole chiare e trasparenza

Le ideologie dopo, prima mandare via i “mercanti dal tempio”: Viterbo può ripartire da etica, regole chiare e trasparenza

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Chiariamo subito il significato del titolo: non certo quello di incoraggiare il trasformismo e i passaggi tattici da una coalizione all’altra, con la scusa del tramonto delle ideologie, ben differenti gli “approdi” che ci auguriamo arrivando quasi ad invocarli come una priorità di Viterbo. Ci rivolgiamo alle tante esperienze civiche già nate o che stanno per nascere in città, a quelle indipendenti e non costruite a tavolino per affiancare l’eterna riconquista del potere dei soliti notabili, non per intenderci alle “liste civetta” in preparazione o a quelle in ogni caso che già fanno parte di uno schieramento. L’appello è ad abbandonare per qualche tempo le ideologie di appartenenza e a prendere parte collettivamente alla costruzione di un bene comune ritrovato, di regole di convivenza approvate da tutti, di una partecipazione consapevole alla cosa pubblica, di vigilanza etica e di conquista di una trasparenza accertata nella gestione amministrativa del territorio. Viterbo muore ogni giorno di più per l’intreccio tra politica e affari che la soffoca, per il familismo ridondante, per le oppressive logiche clientelari che creano solo anacronistico servilismo, degrado ed emarginazione: il tessuto sociale del capoluogo è profondamente lacerato, va ricucito senza le barriere dello scontro ideologico, ora non è il momento, verrà magari successivamente una volta ricostruito il rispetto della legalità e del vero senso plurale della democrazia che sembrano aver abbandonato questa città. E’ l’unica cosa possibile da fare, un patto tra cittadini che non abbiano solo un interesse personale da difendere, che siano protagonisti e non passivi spettatori della vita cittadina, motivati davvero a salvare Viterbo dall’abisso verso cui malapolitica, “grigi” business e feudale arroganza la stanno spingendo. Le prossime comunali possono essere una formidabile occasione per mettere in circuito una dose abbondante di aria pulita e per spingere nell’angolo schieramenti di centrodestra e centrosinistra locali diventati ormai ciniche macchine di consenso senza contenuti: o almeno per costringere questi ultimi a ridisegnare la loro politica dei privilegi e dello spregiudicato cinismo a vantaggio dell’idem sentire della parte sana, che dopotutto c’è ancora, esiste ed è viva, di questa bella e sfortunata città.

(pasquale bottone)

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