Le foto dell’ incidente sul lavoro di Via della Palazzina ed il morboso cinismo di Tusciaweb: quando l’informazione è priva di etica e di buon gusto

Una mattina caldissima di fine luglio, un operaio dell’est che sta lavorando ad un piattaforma in via della Palazzina, nel centro di Viterbo: sono da poco passate le undici quando cade e atterra sul selciato dopo un volo di dieci metri. Sulle prime le sue condizioni sono gravissime, viene subito trasportato all’ospedale dove, dopo 24 ore, le sue condizioni sembrano in miglioramento (pare non sia in pericolo di vita). Un dramma del lavoro non sicuro, privato e toccante, che diviene subito in città di dominio pubblico: il giornale on line tuscia web pubblica infatti quasi in tempo reale le immagini della vittima gravemente ferita, lì, a terra, con tanto di primo piano del sangue rimasto in terra. Una visione terribile che provoca subito sconcerto in migliaia di persone, che non commuove, ma indigna per l’uso nauseante che viene fatto del dolore privato, di un incidente che appariva tragico, di un episodio inquietante di vita cittadina che nessuno mai vorrebbe vedere, tanto crudo e triste è quando si compie. Eppure il giornale Tusciaweb, trascurando ogni etica e ogni deontologia professionale, non ha fatto che sfruttare il momento per l’ennesimo scoop di infimo livello nonostante si sia fatto vanto nei mesi scorsi di possedere una sua accademia di giornalismo, non presente nell’elenco ufficiale delle scuole scelte dall’Ordine dei Giornalisti e dall’Assegnazione Nazionale della Stampa eppure fortissimamente voluta dal suo fondatore. Sono forse queste le lezioni di giornalismo che il suddetto fondatore del “corso privato” e del quotidiano online impartiva ai suoi allievi, lezioni di giornalismo trash horror morboso e sciacallesco? Siamo davvero senza parole dinanzi a questi esempi di cinismo truce, di boria da avanspettacolo, di “efferatezza informativa”. Sarebbe il caso che la Viterbo pensante e non feudale ponesse fine a questo scempio che viene fatto del buon gusto, dell’umana pietas e della correttezza professionale: lo abbiamo già subito troppe volte ed ora la misura è davvero colma.

(p.b.)

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