Lavorare a Natale 6 ore e mezza al giorno per più di quaranta giorni per circa 700 euro finali: se questo va bene all’Ispettorato del Lavoro….

Lavorare 40- 45 giorni 6/7 ore a volta per una paga finale che dovrebbe aggirarsi sui 700 euro non è certo il massimo della vita: soprattutto se non hai nessun contratto firmato in mano e tutto ti viene promesso sulla parola. Questo può capitare a centinaia di ragazzi e meno ragazzi (presenti anche over 30- 40- 50) che hanno bisogno di guadagni e dinanzi ad un’offerta che viene loro fatta da una manifestazione cittadina per il Natale non riescono a dire no (anche se poi in parecchi si ritirano dopo pochi giorni, subito sostituiti da altri). Si può capire che in tempi di vacche magre tutti accettino tutto, ma non si può considerare quanto suddetto lavoro, anche se in accordo con le regole in materia al tempo di oggi. Tra l’altro chi si pone come costruttore di identità cittadine culturali (almeno sulla carta) farebbe miglior figura a creare il lavoro per davvero, anche pochi posti, ma stabili, questo farebbe bene alla città, non il meno soddisfacente “arrangiarsi con poco, sempre meglio di niente”. Il problema è che Viterbo al momento è una città morta e senza opportunità, dove il lavoro non esiste o viene usato come arma dalla politica in tempo di elezioni: per questo ci risultano poco comprensibili le parole dell’Ispettorato del Lavoro che parla di accertata regolarità a livello di trattamento dei lavoratori precari di alcune manifestazioni natalizie: non stiamo affermando che non dicano il vero, ma solo che questa probabile verità ci fa paura.

(pasquale bottone)

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