L’amore che resta: il 16 settembre quaranta anni dalla scomparsa della Callas celebrata quest’anno al Tuscia Opera Festival

Era il 16 settembre del 1977 e Parigi si apprestava a piangere una delle sue figlie adottive, Maria Callas. Quarant’anni da quella data, in cui l’usignolo della lirica mondiale chiudeva gli occhi, sola e infelice. Infelice fino all’ultimo istante delle sua esistenza per quel dolore acuto causato da un uomo, Aristotele Onassis, che non sparì mai definifivamente dalla sua vita e dal suo cuore, anche dopo che ebbe sposato Jackie. Molto spesso qualche nostalgico o qualche ammiratore, riesuma lettere e intercetta nuovi testimoni, per aggiungere qualche nuovo tassello alla vita già così consistente del soprano più famoso del mondo. L’atmosfera di attesa, di delusione, di sfiducia e di ansia accumulate dalla diva, dopo l’abbandono da parte dell’armatore è sempre motivo di indagine e crea nei fans empatia emotiva.

Maria non accettava quello stato di oppressione costante al cuore, nonostante fosse “Il mito” e lo dovesse rimanere per sempre. Un nuovo libro, un film e una grande mostra, aprirà il prossimo settembre a Parigi, dedicata a lei. Autore, curatore e regista dell’evento è Tom Volf ,di origini russe ma trapiantato in Francia e vissuto a New York, per quattro anni questo giovane talento di 31 anni, ha vissuto in una fusione totale con il personaggio di “Callas”, cercando e scoprendo ogni sfumatura inedita della cantante, attraverso fotografie, lettere, ogni tipo di corrispondenza e raccogliendo le testimonianze di personaggi che le sono stati amici e che l’hanno conosciuta molto da vicino, come l’amico Georges Prêtre, (ora scomparso) Franco Zeffirelli e i due fedelissimi domestici, che lei considerava “La sua famiglia”. Questi ultimi, validi testimoni del dolore e della solitudine della diva, l’hanno accompagnata nel suo percorso cruciale e inarrestabile da cui fu avvolta fino all’ultimo dei respiri. Maria Callas era di origine greca, ma nacque a New York nel 1923. Tramite l’esplorazione minuziosa dei carteggi, delle lettere private, delle registrazioni e di ogni “virgola” che potesse illuminarlo per fare riemergere la forte personalità di Maria, Volf ha esplorato ogni dettaglio di quel materiale e di quel mondo, conservato con dovizia, e ora pronto ad essere mostrato.

Ne esce un nuovo profilo di Maria Callas “Era una donna passionale e assoluta, con due parti scisse : ci sono momenti in cui ha dedicato tutto alla musica, e altri in cui ha fatto prevalere l’amore vissuto alla massima potenza”, dice di lei il regista, che presenterà questo film documentario a La Seine Musicale, il nuovo “Polo”dedicato alla musica sull’isola Seguin. ” Cosa si può ancora scoprire di Maria Callas? “Molti sapevano che la storia d’amore con Onassis era continuata anche dopo le nozze dell’armatore con Jacqueline Kennedy (nel 1968), ma nessuno aveva mai trovato prove tangibili, come le due foto inedite pubblicate nel libro di Volf e scattate quattro anni dopo quel matrimonio esibito per gli occhi famelici del mondo intero. ” Ho visionato molte lettere di Maria, dove racconta pena e follia dei loro incontri a Parigi, solo dopo poche settimane dall’unione di lui. Era Aristotele, “Ari” che l’aveva cercata, trascinandola in uno stato di ansia e confusione totale, aveva finalmente ottenuto il divorzio da Meneghini ( il marito industriale veneto, quel matrimonio con la soprano durò circa dieci anni ) ed era pronta a risposarsi, ma voleva farlo con il suo Ari. Per loro, due forti personalità, era impossibile stare lontani”. Jackie era a conoscenza della relazione di suo marito Onassis con Maria?

Lui morì nel 1975. “Sì, sia lei che Maria rispettavano lo spazio dell’altra. Jackie nutriva anche grande ammirazione per la Callas, ( Volf) possiedo alcune lettere che si sono scambiate). Jackie le aveva scritto per invitarla a cantare alla Casa Bianca, quando era moglie di John Fitzgerald Kennedy, e fu lei a organizzare nel 1962 il famoso show per il compleanno del marito al Madison Square Garden di New York, dove la soprano cantò, ma eclissata da Marilyn e dal suo Happy Birthday, Mr. President. “Alla fine, Jacqueline e Maria hanno condiviso la vita dello stesso uomo, e le sue due differenti facce, che erano complementari”. Dunque Maria Callas, al secolo Maria Anna Sofia Cecilia Kalogheropoulos, verrà celebrata a Parigi in questi giorni. Si dice che nella musica del XX secolo esistano un prima Toscanini e un dopo Toscanini. allo stesso modo ci sono “il prima Callas e il dopo Callas” disse Franco Zeffirelli, regista di prestigiose prime alla Scala, tanta è l’importanza vocale della sua amica Maria. E il maestro Riccardo Muti la ricorda così “Era quasi una persona immortale incarnata nell’arte lirica, è stata per il canto quello che Toscanini è stato per la direzione d’orchestra”. A queste parole, si aggiunga che la lirica, grazie a lei, tornò a essere (forse per l’ultima volta) arte popolare, business, colonna sonora delle nostre vite. Merito del suo talento da “soprano drammatico d’agilità”.Come smentire queste verità? La voce di Maria Callas vibrerà finchè esisterà l’umanità.

Maria Grazia Vannini 

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