La Tuscia nascosta: gli affreschi della Cappella Baglioni a Sipicciano

Gli affreschi della Cappella Baglioni a Sipicciano sono un’altra delle meraviglie nascoste della Tuscia

Torno a Sipicciano per andare a vedere gli affreschi della Cappella Baglioni. Sipicciano, piccolo paese, frazione del comune di Graffignano. Siamo a soli 23 chilometri da Viterbo, nella meravigliosa Teverina. Il suo centro storico, con case disabitate e alcune diroccate, è comunque uno dei più belli della Tuscia. Un paese abbarbicato ad un pianoro tufaceo in cui spicca quello che era il castello della famiglia Baglioni.

La curiosità rispetto a questi affreschi mi è venuta grazie all’amico Giovangiorgio, proprietario del Castello Costaguti di Roccalvecce. Curiosità cresciuta dal fatto che mi avesse detto che, per vederli, bisognava chiedere le chiavi della cappella al bar della piazza. Certo questo la dice lunga sulla fruibilità del luogo ma, è innegabile, aggiunge un po’ di quello spirito di avventura che contraddistingue la visibilità di molti dei gioielli di questa terra.

In questo caso stiamo parlando della Cappella di una delle famiglie più importanti della Teverina, famiglia che dominò su un feudo importante che comprendeva anche Graffignano e la stessa Sipicciano. Committente degli affreschi in questione fu Alberto Baglioni, negli anni compresi tra il 1577 e il 1582. Furono quelli anni in cui il Baglioni si fa promotore della realizzazione della costruzione della cappella dell’allora chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo e della ristrutturazione dell’Aula Magna del suo palazzo.

Per quanto riguarda la Cappella, Baglioni commissione la realizzazione di un ciclo pittorico sulla vita e su alcuni miracoli di San Francesco. Si tratta di affreschi del XVI secolo. La chiesa è stata in parte restaurata ed è visitabile, come dicevo, chiedendo le chiavi al bar della piazzetta. Una forma di artigianato, verrebbe da dire, che almeno rende visitabile questa meraviglia. Che certo meriterebbe ben altra valorizzazione e ben altro tipo di fruizione. Per un approfondimento sugli affreschi e sulla Famiglia Baglioni a Sipicciano, consiglio la lettura dell’interessante scritto di Claudio Mancini
“Orazio Bernardo, pittore viterbese per la residenza di Alberto Baglioni a Sipicciano”
Claudio Mancini è uno storico locale a cui molto si deve per la scoperta e salvaguardia del patrimonio artistico di questo piccolo paese della Tuscia, ricchissimo di storia. Il restauro della cappella e degli affreschi del palazzo baronale sono, in buona parte, dovuti a sue scoperte e studi.
Ovviamente, anche durante questa visita, ho fatto un bell’incontro. Questa volta ho incrociato un pezzo della vita di Franco, ottant’anni compiuti il sette di aprile. Iniziamo a parlare quando mi vede tornare al bar per riportare le chiavi. MI chiede se mi è piaciuto quello che ho visto e mi racconta del ristorante che, per venta’anni, ha gestito a Sipicciano con la moglie, Franca. “Era una donna speciale – mi dice per me e per tutto il paese. Ora mi sento solo anche se mia figlia mi viene a trovare spessissimo, Ho amici, ho un orto, ma mi sento solo. Sa che, ancora oggi, uso le tovagliette del ristorante a casa mia, sulla mia tavola. Ho le tovagliette con scritto Franco e Franca. Si chiamava così il nostro ristorante”. Ci sediamo al sole. Continuiamo a parlare. “Dopo vent’anni di lavoro al ristorante ero stanco. Volevo smettere. Poi un amico mi chiede se, solo per qualche settimana, posso dare una mano nella cucina dell’Ospedalle Belcolle, a Viterbo. Quel “solo per qualche settimana” sono diventati sette anni. Decido di nuovo di smettere. Ma un giorno mia figlia mi chiama e mi dice che un medico di Bomarzo vuole parlarmi. Va bene – dico – sentiamo cosa vuole. Mi chiede se per un mese posso occuparmi della cucina di una casa di riposo di Bomarzo. E quel mese diventano due anni. Ma adesso basta davvero. Adesso, venisse anche il buon Dio a chiedermi di occuparmi della cucina del paradiso, gli direi di no”. Ma il suo sorriso e il suo sguardo mi fanno pensare che, forse, direbbe di sì, di nuovo.

Geraldine Meyer

(discoverytuscia.blogspot.it)

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