Home Politica “La salute è un bene comune, ma non nel Lazio”: la denuncia della Lista Lavoro e B.C.
“La salute è un bene comune, ma non nel Lazio”: la denuncia della Lista Lavoro e B.C.

“La salute è un bene comune, ma non nel Lazio”: la denuncia della Lista Lavoro e B.C.

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente dalla Lista Lavoro Beni Comuni 

Partiamo da un assunto: anche se la sanità è gestita a livello regionale, nelle città il garante della salute dei cittadini è il Sindaco. Egli, dice la legge, è la massima “autorità sanitaria” locale: non è un dettaglio da poco. E invece le cose qui stanno diversamente. Si assiste ormai a una confessione di impotenza dei nostri amministratori dinanzi al tracollo del servizio sanitario, che la Costituzione vorrebbe universale (cioè per tutti!) e gratuito (cioè gratis!).

Siamo all’immobilismo della politica, sia della maggioranza che dell’opposizione. Accade a Viterbo, su scala ridotta, lo stesso psicodramma inscenato a livello regionale, dove la giunta presieduta da Polverini e quella presieduta da Zingaretti, al di là delle roboanti dichiarazioni di quest’ultimo, si sono mosse in modo identico sul tema del diritto alla salute. In che modo? Invocando il dogma del risparmio dei costi, l’urgenza di risanare i bilanci. Il classico argomento con cui si fanno passare le peggiori nefandezze, salvo poi lamentarsi della disaffezione dei cittadini alla politica (ma verrebbe da dire che chi è cagione del suo mal debba prendersela unicamente con se stesso). E così impunemente, nel Lazio e a Viterbo, sono state via via smantellate le strutture pubbliche, chiusi reparti e interi ospedali, e privatizzati ed esternalizzati i loro servizi a cooperative e società esterne. Qual è però il risultato di questa presunta “riduzione dei costi”? Liste d’attesa allungate a dismisura; presidî sanitari ridotti e sparpagliati senza logica; medici, infermieri, e operatori precarizzati, con contratti a tempo, carichi maggiori di lavoro e stipendi ridotti o addirittura non erogati per lunghi periodi.

E così il cittadino che se lo potrà permettere si rivolgerà ai privati, altrimenti si rassegni alla grigia trafila dei ticket, delle liste d’attesa e delle barelle nei corridoi. Alla faccia dell’esigibilità del diritto alla salute per tutti e gratuito.

Dicevamo della dignità istituzionale dei Sindaci. Cosa ci si aspetterebbe da un Sindaco? Come LISTA LAVORO E BENI COMUNI abbiamo le idee chiare. Ci si aspetta che tuteli la salute di TUTTI, e che faccia valere quest’istanza su più piani. Che non accetti supinamente la logica dei tagli, quella miserabile contabilità che sacrifica i diritti nel nome del bilancio. Che denunci la mancanza dei posti letto, l’inadeguatezza del pronto soccorso, le liste infinite di prenotazione per visite ed esami. Un Sindaco che sappia dare voce e rappresentare le proteste che da ogni parte si levano contro questo scempio, e che abbia il coraggio di convocare immediatamente una conferenza di servizi sul tema, coinvolgendo tutti i sindaci dei Comuni della Provincia a cui hanno chiuso ospedali e reparti, così da fare un’azione di pressione sulla Regione Lazio. Siamo dalla parte del giusto, e la ragione è semplice: le strutture del Viterbese non sono adeguate al bacino di utenza, ed è preciso dovere delle istituzioni approntare delle soluzioni. Per questo occorre una politica all’altezza del problema, non subalterna alla logica del profitto. Perché la salute è un BENE COMUNE, e in quanto tale va difeso!

Lavoro e Beni Comuni

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