La Provincia del Presidente e degli assessori “senza portafoglio”: nomine per il “volontariato” a Palazzo Gentili?

In attesa di capire quali magiche sorti toccheranno all’istituzione Provincia, abolita da Renzi, uscita dalla finestra e rientrata dalla porta dopo il referendum dello scorso 4 dicembre, sorprende leggere che il neo eletto presidente Nocchi ha già assegnato alcune deleghe ai consiglieri del suo schieramento come fossero assessori: la domanda è come faranno suddetti consiglieri-assessori ad esercitarle “senza portafoglio”, quali reali iniziative potranno prendere? Evidentemente ci si aspetta che nei prossimi mesi nuovi poteri e fondi verranno assegnati alle province, altrimenti davvero non si riesce a comprendere lo strano volontariato di politici navigati come Aldo Fabbrini, Eugenio Stelliferi e Maurizio Paolozzi, faranno opera di bella presenza? Un ritorno dell’ente ai fasti e alle possibilità di un tempo non dispiacerebbe a nessuno, soprattutto viste le difficoltà in cui incorre chi è costretto a mettersi in contatto solo con Regione e Comune, burocraticamente, se possibile, ancora più complicati: la Provincia riusciva a svolgere un ruolo non secondario nel rapporto con i cittadini, ma al momento sembra depotenziata in maniera quasi irreparabile. Vedremo cosa succederà nei prossimi mesi, nel frattempo verifichiamo un’altra istituzione cittadina a “trazione fioroniana”, guidata da Pietro Nocchi (pupillo del “plenipotenziario” ex assessore Angelo Cappelli, “re di Capranica”), vicepresidente Livio Treta dei Moderati e Riformisti.

(pasquale bottone)

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