Home Politica La nota: migranti e social guerra (in)civile, la verità non è mai da una parte sola e le ipocrisie non servono
La nota: migranti e social guerra (in)civile, la verità non è mai da una parte sola e le ipocrisie non servono

La nota: migranti e social guerra (in)civile, la verità non è mai da una parte sola e le ipocrisie non servono

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Non abbiamo finora preso parte a questa ennesima social guerra (in)civile perché l’abbiamo trovata mediamente e francamente satura di ipocrisia, di retorica compulsiva e di cinica  strumentalizzazione politica dai diversi e opposti fronti di combattimento.
Troviamo  idiota, meschino e inumano piegare la tragedia umanitaria di un fenomeno epocale come quello dell’immigrazione di massa dal Nordafrica alla rissa di una campagna elettorale (pro o contro il nuovo governo) che sembra fagocitare tutti e tirare fuori il peggio di molti.
Da un lato l’intolleranza cinica e spietata di chi sarebbe anche disposto a lasciar morire bambini e madri in mare aperto e si limita al menefreghistico “andassero da un’altra parte”, dall’altra il rifiuto pregiudiziale di considerare un “principio di realtà”  e di riconoscere che al di là delle specifiche emergenze esiste un problema strutturale da affrontare una volta per tutte anche rischiando qualche tensione con i partner europei perché è del tutto evidente che l’Italia sia stata abbandonata dall’UE (come l’UE stessa ha riconosciuto!) alla gestione di un flusso che, invasivo o non invasivo che sia, non è palesemente in grado di sostenere.
Com’è del tutto evidente che in un Paese come il nostro che da molti anni  trasforma i suoi stessi cittadini, in particolare i suoi giovani,  in migranti economici e che non riesce a dare una collocazione minimamente dignitosa a quelli già accolti (salvo parcheggiarli in un limbo o sfruttarli come nuovi schiavi), non ci si può limitare ai proclami sull’accoglienza “senza se e senza ma” e agli slogan sulla fratellanza universale (stucchevole a questo riguardo l’improvviso citazionismo del Vangelo e del Papa da parte di tanti laicisti e mangiapreti).
Così come evidente mi pare che il ruolo di alcune ONG e l’inquadramento normativo del loro operato vada chiarito e ridefinito (come vada fermato l’osceno business sui migranti perpretrato da mafie e mafiette molto italiane che non si fanno scrupolo di cooperare con trafficanti di uomini e sciacalli/scafisti).
Su una cosa però nessuno degli schieramenti e dei partecipanti a questo dibattito dovrebbe avere dubbi : che lezioni di civiltà e di accoglienza da un Paese che ha blindato i confini a Ventimiglia e respinto masse di disperati l’Italia non ne può prendere. “Vomitevole” qui è solo l’ipocrisia di Macron e quella degli italiani che hanno condiviso in rete gli insulti di questo Renzi francese.
Marco Grosso

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