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La nota di Pasquale Bottone: il grande mercato delle liste civiche, “oggi a me, domani a te”

La nota di Pasquale Bottone: il grande mercato delle liste civiche, “oggi a me, domani a te”

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Il Dizionario Garzanti Italiano offre la seguente definizione di lista civica: “lista elettorale presentata alle elezioni amministrative, autonoma rispetto ai partiti tradizionali, con un programma che mira ad affrontare e risolvere problemi locali”.

Quell'”autonoma” rispetto ai partiti dovrebbe dire e significare tutto, invece nella prassi corrente viene quasi sempre ignorata dai cosiddetti”civici”  che mettono su”liste civetta” o  piene di politici di professione magari messi in terza fila dai partiti o con personali ambizioni non soddisfatte dagli stessi.

E’ il “grande mercato elettorale” delle liste civiche  che caratterizzerà anche queste comunali: centinaia di candidature a caccia di un posto in consiglio comunale come fosse la panacea di tutti i mali, “truppe in cerca di occupazione o di favore personale” che sanno già che per loro sarà una guerra decisiva, non saranno valutati per i loro meriti personali, il coraggio, l’abilità politica, la forza dei loro programmi, ma solo in base a quanti voti riusciranno  a portare al “capolista” o alla coalizione cui appartengono.

Perchè questo è l’obiettivo finale, nella maggior parte dei casi, portare acqua ai partiti, contribuire sensibilmente alla loro affermazione e poi chiedere il conto, la prebenda, magari già concordata prima: e dopo il “civismo” sarà un optional, più che altro un escamotage servito a raggiungere lo scopo.

Di questi cittadini appassionati e combattivi dopo resteranno o perdenti delusi e rancorosi  o più fortunati che con le loro preferenze saranno riusciti ad entrare nel gioco della spartizione: professionalità, amore per la propria città, impegno per il cambiamento, trasparenza ed etica?

Parole, belle parole, che possano servire a fare effetto, ad interessare e coinvolgere gli elettori: ma dinanzi ad un  numero tale di liste  questi ultimi potranno mai credere veramente di trovarsi di fronte ad eserciti di profeti, santi e francescani? Chissà, magari anche loro proporranno di poter poi chiedere il conto, secondo i dettami del sistema clientelare di sempre: difficile credere alla retorica dei “belli, bravi, buoni e dalla parte dei cittadini”, senza idealità la buona politica semplicemente non può esistere.

(pasquale bottone)

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