Home Politica La nota di Pasquale Bottone: ecco a voi il peggio che avanza, l’inizio tristissimo della campagna elettorale per le comunali
La nota di Pasquale Bottone: ecco a voi il peggio che avanza, l’inizio tristissimo della campagna elettorale per le comunali

La nota di Pasquale Bottone: ecco a voi il peggio che avanza, l’inizio tristissimo della campagna elettorale per le comunali

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Non riesco bene a capire chi  non fa che strillare, porre l’indice contro l’avversario (anche interno), battere e puntare i piedi per rivendicare spazio e potere quale idea abbia di bene pubblico: eppure sono in tanti  a comportarsi così, in questo tristissimo quasi-inizio di campagna elettorale caratterizzato dal nulla.

Altro non si vede che un tentativo di comodo piazzamento, l’ambizione della poltrona, la mania di protagonismo individuale: tutto è sacrificato a questo, il futuro della città, i progetti (che non ci sono), i tanti problemi da risolvere.

L’esempio più clamoroso ci viene proprio dal tema della  chiusura del centro storico che qualcuno ha addirittura il coraggio ancora di mettere in discussione e di contrastare, il solito vittimismo dei commercianti che invece di fornire prodotti competitivi ed offrire professionalità e cortesia, passano il tempo a lamentarsi, le solite beghe di infimo livello elevate a scontro politico.

Potranno iniziare campagne elettorali su campagne elettorali,  se non si alza un po’ il livello medio della competizione elettorale e della vita cittadina Viterbo rischia davvero di diventare un corpo estraneo persino nel nostro vituperato paese: se non si esaurisce questa corsa a dare il peggio di sè, ad esacerbare gli animi inutilmente, a  contare su un certo sottosviluppo sociale e culturale come arma di vittoria perchè più giù si va più facile è pescare nel torbido.

Sono seriamente preoccupato,  inquietato da queste prossime comunali: vedo una città che non vuole uscire dall’isolamento e preferisce o contestare tutto e tutti senza costrutto o credere al primo “delirio” che le viene prospettato.

E’ necessario invertire la rotta, cominciare a discutete di cose serie per evitare un baratro mai tanto vicino. non si può ricondurre il tutto ai giochi della politica, a decisioni verticistiche, o al populismo esasperato e sguaiato di un certo civismo da ufficio di collocamento.

Siamo nel terzo millennio, abitiamo una città che potrebbe fare invidia a molti altre nazioni nel continente per la sua bellezza, teniamolo bene a mente.

(pasquale bottone)

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