Home Politica La nota, astensione record, ai viterbesi queste “comunali” interessano assai meno del loro “orticello”: storie di quotidiano dilettantismo e improvvisazione
La nota, astensione record, ai viterbesi queste “comunali” interessano assai meno del loro “orticello”: storie di quotidiano dilettantismo e improvvisazione

La nota, astensione record, ai viterbesi queste “comunali” interessano assai meno del loro “orticello”: storie di quotidiano dilettantismo e improvvisazione

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Quello che dovrebbe preoccupare più di tutto di questi giorni elettorali  è  l’aumento sensibile degli astenuti non votanti che ha sfiorato il 40%: in pratica più la città precipita più la gente si disinteressa alla cosa pubblica, non si sa fino a che punto per fatalismo, rassegnazione o semplice menefreghismo.

Evidentemente la cittadinanza vive l’habitat in cui vive quasi come un luogo estraneo in cui i giochi sono fatti da sempre e nulla potrà mai cambiare: nel frattempo “dal basso” non parte nessuna alternativa, ognuno coltiva il proprio orticello spiando nel giardino del vicino per controllare che la sua erba sia sempre più verde.

Neanche una crisi terribile come quella del 2008 ha cambiato la mentalità di chi abita questa città: evidentemente le rendite di posizione assicurano una vita agiata a buona parte della popolazione e chi “non ha” mantiene la “dignità” di restare in silenzio.

Così come la professionalità continua ad essere considerata optional nocivo per la collettività, qualcosa che può sconvolgere  equilibri secolari fondati sul dilettantismo e la mediocrità, sul classismo e la prevaricazione dei pochi contro tutti: una oligarchia feudale che rinnova in continuazione la propria arretratezza culturale, precipitando nelle classifiche di vivibilità nazionale sempre più agli ultimi posti.

Una approssimazione ed un pressappochismo che consentono a tutti di poter fare tutto, senza limiti di “faccia tosta” e di arroganza, che permette improvvisazioni dannose e imperterrite in ogni campo. La campagna elettorale è stata degna figlia di questo stato di cose e il futuro della città appare quanto mai nebuloso: ma la crisi non è economica, o almeno lo è molto poco…

(pasquale bottone)

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