La città brucia: balordi, piromani, c’è in città chi non vuole neanche sentir parlare di criminalità organizzata: cosa succede?

C’è una corsa affannosa in città a dire pubblicamente che non è successo niente in queste settimane, che gli incendi saranno stati appiccati da quattro balordi o da un  piromane: e non si capisce come facciano a vederla in quel modo, essendoci indagini in corso, ad escludere la possibile mano della criminalità organizzata, già quello sarebbe il raggiungimento di una verità, che ne sanno loro? Allora bisognerebbe spiegare come si arriva a questa presa di posizione, con quali prove,  quali fatti accertati, quali esperienze personali: e soprattutto bisognerebbe capire come possano essere accaduti fatti così strani consecutivamente, in breve tempo, che non abbiano una matrice comune, ma siano tanti piccoli accadimenti singoli diversi messi in fila. Impossibile pensare con quanto accade da sempre che Viterbo sia una isola felice non toccata dal malaffare, soprattutto poi con la mancata trasparenza che regna sovrana in molti ambienti cittadini che sembra terreno fertile ideale per realtà e situazioni opache: solo se elimineremo ogni tabù  e prenderemo coscienza di vivere in un ambiente attraversato da tensioni e movimenti sotterranei insani e pericolosi potremo cominciare  a pensare ad una città diversa, in caso contrario, la caccia al balordo fine a se stesse potrebbe finire per peggiorare in modo irreparabile  la nostra quotidianità,  aprendo la porta ad inquietanti ombre pronte ad allungarsi aul territorio, ombre che è indispensabile tenere a distanza siderale da tutti noi.

(pasquale bottone)

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