Home Cronaca La “casta viterbese” soffoca la città: storia di A.C., 45 anni, laureata (due volte), “forestiera”, da 15 anni a Viterbo senza lavoro
La “casta viterbese” soffoca la città: storia di A.C., 45 anni, laureata (due volte), “forestiera”, da 15 anni a Viterbo senza lavoro

La “casta viterbese” soffoca la città: storia di A.C., 45 anni, laureata (due volte), “forestiera”, da 15 anni a Viterbo senza lavoro

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Dopo la nostra intervista a Maria Chiara Brenciaglia (Viterbo 20 20) ci sono giunte molte mail di storie simili dai lettori, di seguito pubblichiamo la lettera  pervenutaci da A.C.  ( ci ha chiesto l’anonimato per non avere problemi con l’ambiente…) 46 anni, due lauree, forestiera, da 15 anni a Viterbo senza lavoro nonostante, centinaia di curriculum  inviati e colloqui sostenuti), si commenta da sola. 

 

Dice, perchè non te ne vai in un’altra città? Come se fosse facile con tutti i soldi che ci vogliono e io poi avevo scelto Viterbo come la mia città, ho investito tutti i miei risparmi qui per comprare casa e meno male che il mutuo continuano a pagarlo i miei a quasi 80 anni ( e se volessi rivendere perderei il 50% del capitale al momento), mi vergogno come una ladra a volte, ma le lezioni private che riesco a fare tutt’al più mi consentono di pagare le bollette.

Viterbo è diventata una città pesante. Per clima, senza riferimento a quello atmosferico. Non è più un luogo dove sentirsi a proprio agio e vivere una vita tranquilla e serena. Non la si può chiamare nemmeno più, ” città”. Sempre che lo sia stata. È un paese che limita e delimita. Non c’è lavoro, non ci sono svaghi. È un luogo lasciato andare, sottosviluppato, senza un futuro alla luce dei fatti odierni.

È un paese perché paesano è il modo di pensare e paesane quelle persone che si credono, “in”” ma che, fuori dalla loro roccaforte, sono pesci fuori d’ acqua. Ti guardano e non salutano: non foss’ altro l’ educazione, per chi si da tanto tono. Tutti contro tutti, tutti insieme a tutti. Bella faccia davanti, coltellate appena ci si gira. La gente non va oltre il proprio naso, le proprie abitudini, la finta calma.

Appena fai un passo oltre il dovuto no, ti fermano, visto mai che qualcosa migliori.

Circolo chiusi perché se non sei “figlio di” non conti. Non seguire un pensiero; seguire le regole no, non sia mai che devo stare a quanto mi dicono gli altri. Viterbo è una caricatura del famoso detto “vorrei ma non posso”. Viterbo, una città con grande potenziale che vive da paese e borgata perché, per quante arie vi date, questo sembra. E domandatevi, facendo un “mea culpa”, perché ci vedono così.

(a.c.)

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