Intervista esclusiva: “Siamo la sinistra dei “precari”, i nuovi “proletari”, incontro con Roberta Leoni, candidata alla Camera per Potere al Popolo

Romana, insegnante liceale di storia e filosofia a Bracciano, Roberta Leoni vive a Viterbo da molti anni e sarà candidata di Potere al Popolo nel nostro collegio alla Camera sia nell’uninominale che nel plurinominale. E’ molto presa da questa nuova avventura che vivrà in ogni caso dice, come importante arricchimento anche personale  in una fase storica di individualismo esagerato e totalizzante.

“A prescindere dal risultato delle elezioni- sottolinea- bisogna riabituare la gente a partecipare, a condividere progetti,  a vivere da protagonisti  la loro vita. Come mi hanno insegnato i miei studenti questa deve essere l’ epoca della “vertenza”, non del “conflitto”, bisogna essere  pratici, pragmatici, trovare il modo giusto di raggiungere i propri obiettivi”.

La vostra non è la sinistra dei “garantiti”, ma dei precari mi par di capire…

“Sì la battaglia oggi è quella, i precari sono i  nuovi proletari, bisogna raggiungere condizioni di lavoro più giuste e dignitose per tutti, bisogna lavorare per costruire un futuro più stabile, per far venir fuori generazioni che possano imparare anche a programmare almeno quanto necessario le loro esistenze, liberate dal “bisogno” opprimente”.

Potere al Popolo ha quindi molti giovani tra le sue fila…

“Tanti acculturati e precari, tantissimi giovani che non riconoscono proprio l’attuale modello di società e che vogliono riprendere a fare politica in prima persona,  attivamente, i comitati per l’acqua pubblica,  quelli contro la “buona scuola”, tutti attraverso una forma di aggregazione spontanea”.

Come avversari all’uninominale avrà due grossi calibri come Fioroni e Rotelli,  ne è consapevole…

(ride) : “Altrochè, io farò la mia campagna elettorale in tranquillità, volevo dare il mio contributo, cercherò di darlo al massimo. Poi certo non sarà facile a livello nazionale per PaP superare il 3%, ma intanto siamo qui, con le nostre proposte e la nostra voglia di coinvolgere quanta più gente possibile,  a fare testimonianza di serietà d’intenti., di giustizia sociale, scopo primario  battersi  per la redistribuzione della ricchezza”.

Se eletta quale sarebbe la prima cosa che farebbe per Viterbo? 

“Penso che Viterbo andrebbe reimpostata dal punto di vista culturale, rimodulata su qualità e originalità della sua offerta turistica in primis, il lavoro da fare sarebbe piuttosto lungo”.

(pasquale bottone)

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