Inciuci, manovre sottobanco, interessi trasversali, si squarcia il velo di ipocrisia della politica viterbese che paralizza la città

L’accusa di Giulio Marini rivolta al coordinatore provinciale di F.I. Bacocco su un suo presunto voto a favore del centrosinistra e del Presidente Mazzola accende improvvisamente la campagna elettorale e squarcia il velo di silenzio che ha sempre caratterizzato le manovre di palazzo e di sottobosco che accompagnano la peggiore politica viterbese, quella degli interessi trasversali e degli accordi tattici lontani dagli interessi reali della cittadinanza e vicinissimi ai giochi delle poche famiglie e dei pochi notabili che paralizzano da sempre la città. Un malcostume che impedisce che nel capoluogo della Tuscia vi siano una maggioranza ed una opposizione reali in Comune e ed in Provincia e che invece a galleggiare eternamente saltando di qua e di là sia solo un gioco di sconti, favori, prebende promesse e ricevute, strani equilibri padronali: ecco perchè a Viterbo si continua a sentire odore di stantio, di “tutto già previsto e calcolato”, di soffocanti immobilismi. Perciò a nostro avviso ha fatto benissimo Marini a raccontare la politica vera, quella che non si legge sui giornali, ma che influenza la vita di più di 60000 viterbesi abituati al peggio, solo riducendo mafie e mafiette, inciuci e basse manovre di malapolitica la città potrà trovare un nuovo respiro, ma con tutti gli sciacalli che si aggirano per le comunali non sarà facile che ciò possa avvenire.

(p.b.)

About the author:

. Follow him on Twitter / Facebook.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *