I tormenti infiniti del dottor Serra nel Pd viterbese: urge una via di fuga dal partito per l’apprezzato consigliere-cardiologo

Sarà anche come si autodefinisce un “renziano della prima ora”, ma certo il rapporto tra Francesco Serra e il Pd non è mai stato un lungo fiume tranquillo: lotta tra correnti, incomprensioni crescenti con i “renziani della seconda ora”, mai una gioia ed un momento di soddisfazione. Evidentemente l’ottimo cardiologo, stimato ed ammirato ovunque, ha semplicemente sbagliato partito: altrimenti non avrebbe dovuto subire lo scorso anno la nemesi di una scelta aventiniana dall’infelice esito con l’ emarginazione continua interna: nè ora si dovrebbe preoccupare di diffondere allarmati comunicati inerenti un “tesseramento anomalo” nel suo feudo elettorale di San Martino al Cimino che starebbe precedendo il congresso locale del partito previsto per sabato 21 ottobre( Serra ha presentato al riguardo un esposto che chiede venga esaminato in tempo dagli “organi interni di partiti). Cosa avrò fatto di male Serra per sopportare tutti questi danni, da più votato del pd locale poi, mica da ultimo venuto: non sarà che l’apprezzato dottore sta chiedendo un po’ troppo al suo spirito di sopportazione? Già dopo il “fallito golpe” a Palazzo dei Priori avrebbe dovuto trarne le dovute conseguenze e prendere altre strade, invece è rimasto lì al suo posto accettando di essere stato costretto a più miti pretese: ma se ha un portafoglio di voti così robusto e una credibilità ancora non appannata perchè non cambia aria, non si mette in proprio o torna al suo partito naturale, il psi, che lasciò per il liberismo renziano, seppur primigenio, forse con troppa sufficienza? Certo che nel pd non può continuare così ad intossicarsi quotidianamente, che il suo futuro sia altrove dovrebbe cominciare a prenderlo in seria considerazione.

(pasquale bottone)

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