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Governo: Mattarella esclude le elezioni, ma cittapaese.it vi spiega perchè entro un anno ci saranno

Governo: Mattarella esclude le elezioni, ma cittapaese.it vi spiega perchè entro un anno ci saranno

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Stride con lo “stallo” italiano l’intervento a suon di bombe di Washington, Londra e Parigi in Siria. Ed è probabile quindi che ci sia presto un’accelerazione nelle decisioni per formare un governo. Si inizia infatti a parlare – con un neologismo che entrerà nei vocabolari della politica – di un esecutivo di “traghettamento”. Traduzione: se centrodestra e Cinque stelle non siglano l’intesa, allora ci penserà il presidente Mattarella a indicare la soluzione designando un candidato premier che possa trovare un largo appoggio parlamentare pressoché unanime: nei fatti un eccezionale “governo del presidente”, diretto presumibilmente ancora una volta da un non politico, la cui bocciatura – questo è il risvolt4o del prendere o lasciare – aprirebbe una voragine istituzionale. Sull’identikit di un premier di questo genere vige il top secret e la fantasia di ognuno si può sbizzarrire.

Ci sono alternative. Per Mattarella è giunta l’ora delle scelte: o mandato esplorativo al presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati, o a quello della Camera, Roberto Fico, perché verifichino in modo definitivo gli orientamenti dei partiti, o incarico al leghista Giancarlo Giorgetti con fama di bocconiano “dialogueros” amico di Washington, se il semaforo che porta al governo Lega-5 Stelle è più giallo che rosso. Meno probabile un incarico ai duellanti Salvini o Di Maio che devono elidersi a vicenda per non dare all’altro un eccesso di successo.

Il governo di “traghettamento” – qualora i 5 Stelle conservino la pregiudiziale anti Berlusconi e la Lega non accetti di smarcarsi da Forza Italia – avrebbe però bisogno dello scongelamento del Pd e di un accordo estremo centrodestra-Pd per evitare le elezioni anticipate con il rischio però di regalare un serbatoio di voti ai grillini, se quest’ultimi non dovessero partecipare al tavolo. Finora il Pd è restato un “partito Findus” congelato, dipendente da Renzi pur dimissionario con la parola d’ordine “abbiamo perso, fate voi, stiamo a guardare”. Forse anche lì qualcosa si muove. Il confronto interno divampa e l’assemblea nazionale per eleggere il nuovo segretario è stata rinviata a tempi migliori per non incrociarsi con le manovre per formare un governo. Se ci dovesse essere una svolta imposta dagli eventi (governo di traghettamento o monocolore 5 Stelle), il Pd sarebbe costretto a cambiare atteggiamento e a ritessere un’azione politica. In panne e marginale è pure Liberi e uguali (12 deputati, 4 senatori) che deve fare ancora i conti con il deludente risultato elettorale.

Contro l’estrema ratio di elezioni anticipate minacciate da Salvini e Di Maio come alternativa allo stallo punta i piedi naturalmente Mattarella. Il “Corriere della Sera” ha messo tra virgolette l’opinione dell’inquilino del Quirinale che potrebbe inventarsi il traghetto: “Serve un governo presto. E non si torna alle elezioni né a giugno né a ottobre, perché sull’Italia premono troppe urgenze interne e internazionali e perché dobbiamo perfezionare per tempo gli adempimenti in campo economico ai quali ci vincola l’eurozona”. Se le cose stanno così, il puzzle può riservare sorprese e siglare una tregua-traghetto prima di elezioni che è improbabile si tengano tra cinque anni nonostante Mattarella.

 Aldo Garzia 

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