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Giorni di festival: Sanremo 2108, come lo ha visto cittapaese.it, le  pagelle canzone per canzone

Giorni di festival: Sanremo 2108, come lo ha visto cittapaese.it, le pagelle canzone per canzone

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E’ stata una serata piacevole, evidentemente avere come direttore artistico un mostro sacro come Baglioni ha giovato al festival (che ha raggiunto un nuovo record di ascolti), praticamente assenti canzoni approssimative o di basso livello, lo standard qualitativo quest’anno è più alto del solito, talvolta sono le interpretazioni ad essere insufficienti: ma Sanremo è Sanremo, fuori dal comune anche la tensione  e l’ansia che mette a chi vi si esibisce. Non invasivi i siparietti ideati per i presentatori Hunkinzer, lo stesso Baglioni e Favino, pronti a subire le incursioni di un Fiorello a tratti davvero scatenato: evitabile forse lo spottone finale con tanto di protagonisti schierati sul palco dell’ultimo film di Muccino: ma torniamo alle canzoni, che stavolta si sono rimpossessate prepotentemente del festival: passiamole in rassegna assieme agli interpreti per come le abbiamo viste noi, con tanto di voto finale ovviamente:

Annalisa “Il Mondo di te”

Tocca a lei rompere il ghiaccio, lo  fa padrona come al solito della sua voce: ma il pezzo non decolla mai del tutto, anche se resta sui suoi standard. Voto 6

Ron “Almeno pensami”

Cellamare alle prese con un “fuori sacco” del grande Lucio: la scrittura è riconoscibilissima, la canzone resta un raffinato esercizio di stile di  un Dalla minore. Voto 6 e mezzo

The  Kolors – “Frida (mai mai mai)”

Stash è già un formidabile uomo palco, ha energie da vendere che dovranno prima o poi essere canalizzate alla grande.  La canzone di Petrella resta in testa pur non facendo gridare al miracolo. Voto 6 e mezzo

Max Gazzè-  “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”

Gazzè cantastorie disinvolto e ironico, propone una ballata ben cadenzata dal testo raffinatissimo che non sfigurerebbe al Club Tenco. Voto 7

Ornella Vanoni- Bungaro- Pacifico – “Imparare ad amarsi”

3 minuti e mezzo di autentica magia tra pop di lusso e canzone d’autore, mix efficace, sofisticato al punto giusto. Voto 7

Ermal Meta e Fabrizio Moro-  “Non mi avete fatto niente”

E’ una delle canzoni dal più forte impatto, rabbia metropolitana e stradaiola che esce fuori virulenta, interpreti molto coinvolti e partecipi. Voto 7 e mezzo

Mario Biondi- “Rivederti”

Meno soul, più “classico” orchestrale tra Bruno Martino e Frank Sinatra. Voto 6 e mezzo

Roby Facchinetti e Riccardo Fogli- “Il segreto del tempo”

Loro ci mettono l’anima, malinconia, speranza ed una melodia molto particolare che va ascoltata più volte. A tratti commoventi. Voto 7

Lo Stato Sociale- “Una vita in vacanza”

Cercano il caso con furbizia sospetta, mutuano un giovanilismo da supermercato stucchevole. Voto 4

Noemi- “Non smettere mai di cercarmi”

Non una riga sotto nè sopra il suo standard. Voto 6

Decibel- “Lettere dal duca”

Stavolta rispolverano un suono corposo che fa 70′ con grande dignità. Tra Bowie e il Parco Lambro. Voto 6 e mezzo

Elio e le Storie Tese- “Arrivoderci”

E’ un addio da musical più malinconicamente egocentrico che divertente, ma a loro si perdona tutto. Voto 6 (politico)

Giovanni Caccamo- “Eterno”

La voce c’è , gli accenni alla Battiato song pure, ma il contenuto non convince. Voto 5

Red Canzian- “Ognuno ha il suo racconto”

L’altro Pooh cerca l’imbucata radiofonica, ma il refrain non funziona a dovere. Voto 5

Luca Barbarossa- “Passami er sale”

Barbarossa le ballate folkeggianti le sa scrivere, se c’è di mezzo Roma e il suo dialetto poi diventa inimitabile. Tra le cose migliori della sua carriera . Voto 8

Diodato e Roy Paci- “Adesso”

Tra le canzoni più intense del festival, bel connubio, decisiva la tromba di Ray Paci,  Diodato sulla strada di Niccolò Fabi. Voto 8

Nina Zilli- “Senza appartenere”

Bella voce e temperamento giusto, da tempo purtroppo non trova più la canzone adatta a lei. Voto 6

Renzo Rubino- “Custodire”

Sarà il Renato Zero del terzo millennio? Il talento c’è ed anche la voce. Tra i testi più significativi. Voto 7  e mezzo

Enzo Avitabile con Toni Servillo- “Il coraggio di ogni giorno”

E’ un esplosione di ritmo e melodia sinuosa e avvolgente, un testo toccante, un ideale inno per gli ultimi. Voto 9

Le Vibrazioni- “Così sbagliato”

Non c’è molto, tranne prevedibilità e noia. Voto 4

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