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Emergenza arsenico, basta con le deroghe: la denuncia di Lavoro e Beni Comuni

Emergenza arsenico, basta con le deroghe: la denuncia di Lavoro e Beni Comuni

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente dalla Lista Lavoro e Beni Comuni

In merito all’articolo uscito ieri su il Messaggero.it , che evidenzia l’emergenza arsenico nel Viterbese e che prospetta la possibilità di nuove deroghe da parte delle autorità, riteniamo non sia più tollerabile affrontare il problema in questa maniera.

Dal 2001 al 2010 le Amministrazioni locali hanno beneficiato di deroghe senza informare adeguatamente la popolazione sull’inquinamento da arsenico nell’acqua nel nostro territorio.

Il Comitato ‘Non ce la beviamo’ – attivo da oltre cinque anni – e i Medici per l’Ambiente,  hanno  lavorato molto nel Viterbese  per informare la popolazione dei danni alla salute provocati dall’arsenico e per risolvere il problema alla radice.

Sono ancora molti i Comuni della Tuscia a sforare i livelli, ma invece di stanziare i fondi necessari all’attuazione di un piano che risolva definitivamente la situazione, qui si pensa ad alzare i limiti di arsenico da 10 microgrammi/litro a 20!

E’ vero che nel nostro territorio l’inquinamento dell’acqua è legato all’assetto geologico, ma ciò non toglie che sia altamente nocivo.

A  questo si somma, poi,  l’uso  diffuso di erbicidi e pesticidi:  un problema altrettanto grave che interessa il nostro territorio.

Il tasso di incidenza dei tumori nella Tuscia, in particolare quelli che colpiscono le vie urinarie, insieme a tutte le altre patologie connesse,  è molto più elevato che nel resto del Paese e non è un caso: l’arsenico è un fattore cancerogeno certo.

Occorre immediatamente risolvere alla radice la questione, perché le soluzioni ci sono e sono anche di semplice attuazione.

Sono quasi venti anni che i Comuni beneficiano di deroghe senza intervenire in modo efficace e definitivo, mentre solo la pressione di comitati di cittadini attivi ha portato in evidenza il problema.

Le deroghe sono inutili e dannose, perché nascondono i problemi invece di affrontarli.

La lista ‘Lavoro e Beni Comuni’ – cui aderiscono le maggiori componenti del Comitato ‘Non ce la beviamo’ – porterà avanti con forza questa battaglia e questa volta all’interno del Consiglio Comunale.

Sostenere il programma e il progetto di  ‘Lavoro e Beni Comuni’ significa dare voce e forza alle istanze di tutti i cittadini viterbesi.

 

Lavoro e Beni Comuni

Paola Celletti

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