Home Politica Elezioni Ordine Architetti: Il Prof. Passeri scrive a vecchio e nuovo presidente: “A Viterbo non c’è democrazia, tutto viene deciso senza discussione, vado via”
Elezioni Ordine Architetti: Il Prof. Passeri scrive a vecchio e nuovo presidente: “A Viterbo non c’è democrazia, tutto viene deciso senza discussione, vado via”

Elezioni Ordine Architetti: Il Prof. Passeri scrive a vecchio e nuovo presidente: “A Viterbo non c’è democrazia, tutto viene deciso senza discussione, vado via”

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Pubblichiamo di seguito la lettera inviata dal Prof. Arch. Alfredo Passeri (nella foto), Associato di Estimo-Valutazione Economica dei Progetti presso l’Università Roma Tre, al Presidente dell’Ordine Architetti di Viterbo, Silvia Laurenti e all’ex Presidente dell’Ordine Architetti di Viterbo, Danilo Pasquini dopo l’elezione del nuovo Presidente dell’Ordine. Ne esce il quadro ancora una volta di una Viterbo chiusa in stessa e poco aperta al contributo di professionisti esterni dove regnano la presunzione e l’approssimazione arrogante. Una città da abitare, “solo abitare, niente di più”. Ci auguriamo che venga colto da chi di dovere il giusto disappunto del Prof. Passeri e che quest’ultimo possa restare a Viterbo per offrire la sua illuminante collaborazione e vedere accolta la sua generosa e importante disponibilità”. (p.b.)

Cari Colleghi,
ho lasciato trascorrere un certo tempo dai nostri ultimi incontri e mi decido a mettere per iscritto alcune riflessioni. Credo che vi siano elementi sufficienti per stilare – almeno per quel che riguarda me – un bilancio dell’esperienza da iscritto all’Ordine viterbese. A partire dal maggio 2014, in esso, mi sono sentito a casa e per questo vi debbo ringraziare: la partecipazione alla Commissione Formazione (che nasce da un’intuizione di Pasquini) ha rappresentato un momento importante per la mia personale crescita. Soprattutto, in riferimento alla conoscenza della città e delle sue regole, oltre ovviamente dei suoi luoghi, dei suoi cittadini, dei suoi Monumenti, ecc.
Ho creduto (e sperato) che tale percorso, condiviso con le Colleghe viterbesi della Commissione, costituisse un punto di partenza per “progetti virtuosi”, così necessari in questo periodo confuso, connotato da profonda incertezza. La stessa della crisi economica e di valori che attanaglia gli anni presenti e, forse e purtroppo, anche gli anni futuri.
Ma la mia aspettativa è rimasta purtroppo profondamente delusa.
L’occasione dell’elezione del nuovo Presidente dell’Ordine ne è stata la prova tangibile. Auguro a Silvia Laurenti ogni bene, e di condurre in porto proficuamente questo oneroso compito. Ma non posso esimermi dall’evidenziare che il percorso seguito per la sua elezione e quello degli altri consiglieri è stato quantomeno singolare: nessun dibattito, nessun candidato ha fatto alcuna dichiarazione ai Colleghi, magari solo per spiegare le ragioni della sua candidatura, nessuna domanda è stata rivolta ai cosiddetti “candidati” da parte di chi li avrebbe potuti (e/o dovuti) eleggere e così di seguito.
Mi domando: questa è democrazia? Ammesso che la parola abbia un senso oggi, lo riconosco. Il “bene comune” è e resta l’Architettura (A maiuscola). Occorre tuttavia ricorrere al lontano passato per trovare, a Viterbo, opere degne di questo appellativo: quelle recenti e recentissime – secondo il mio parere – non sono architettura, ma edilizia. Sono incongrue volumetrie che si susseguono una vicino all’altra senza senso, brutte e racchie.
Oppure (ed è anche peggio) se esistono interventi su edifici storici, sono d’appannaggio di pochi, gelosissimi del loro lavoro che nessuno conosce, che le riviste specializzate non pubblicano e di cui i colleghi-architetti non beneficiano,perché “opere uniche” (ma tale definizione sarebbe appropriata per interventi di un certo spessore; e le contenutissime operazioni sull’esistente compiute a Viterbo, restano nei segreti dei singoli studi professionali e non varcano mai l’uscio della “monade” dell’isolato professionista).
Occorre, per cercare di capire questo “mondo professionale davvero fosco”, ricorrere a internet e scoprire che al massimo uno o due architetti, iscritti all’Ordine di Viterbo, svolgono un lavoro diligente, pubblicando (sempre su internet e via Facebook) “…Frammenti di Architettura Contemporanea nella Tuscia…” (Alfredo Giacomini); oppure sono nel team di progettazione che ha, da pochissimo, licenziato il Master Plan per il centro storico (Paolo Marcoaldi),peraltro ad oggi “lettera morta” causa la modestia degli attuali amministratori, che mostrano limiti nel governare
l’ordinaria manutenzione della città!
Nello scenario appena tratteggiato, la figura di un Presidente dell’Ordine degli Architetti dovrebbe essere fortemente propositiva. Direi, quasi incalzante, vista l’inerzia e la debolezza delle istituzioni locali (che, a mio parere e in ogni caso, vanno sostenute).
Ed invece che succede? Basta leggere il programma elettorale che ha portato all’elezione della presente consiliatura dell’Ordine viterbese per accorgersi che “…è specchiato quello dell’Ordine dei Geometri…”. Non credo che, personalmente, possa condividere una simile prassi.
Il mio curriculum è on line, non devo – dopo circa 50 anni di professione – dimostrare nulla. Anche se penso, differentemente da molti giovani viterbesi, che avrei ancora moltissimo da imparare.
Per tutte le ragioni che precedono, ho deciso di tornare alla mia “casa base” che è l’Ordine di Roma, dove sono stato 39 anni, e dal quale mi ero distaccato sperando di poter “rifondare”, in un piccolo Ordine e sulla scorta delle mia lunga esperienza, una nuova e diversa professionalità virtuosa. Ho purtroppo toccato con mano che tale intento, all’Ordine di Viterbo, è impossibile.
Vi saluto, considerando Viterbo un luogo meraviglioso dove abitare. Solo abitare. Niente più.

Alfredo Passeri

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