Home Politica Egidi, segretario Pd buono per tutte le stagioni: da Berlinguer a Renzi il passo è breve, no?
Egidi, segretario Pd buono per tutte le stagioni: da Berlinguer a Renzi il passo è breve, no?

Egidi, segretario Pd buono per tutte le stagioni: da Berlinguer a Renzi il passo è breve, no?

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Probabilmente l’incarico di segretario del pd provinciale è un po’ come il senatore a vita, rimane in carica per sempre: come altrimenti spiegare la terza candidatura e la terza possibile elezione di Andrea Egidi, l’uomo buono per tutte le stagioni? Erano i tempi del pd in ottica post comunista ed eccolo lì Egidi fare il segretario, da fedelissimo di Sposetti, per il periodo bersaniano: cambiano i tempi, il pd diventa moderato liberista post democristiano ed eccolo lì l’imperturbabile Andrea a ricoprire lo stesso ruolo anche in piena era renziana. Eppure il “compagno Egidi” era cresciuto nel Pci, per lui un partito famiglia, all’ombra del ricordo di Togliatti e Berlinguer: poi ha vissuto le varie trasformazioni susseguitosi da pds, ds a pd, restando uno legato, almeno si credeva, alla tradizione della sinistra storica italiana: invece rieccolo, lo troviamo in pole position nell’area legata al “principe di Rignano”, apppoggiato da un dc di lungo corso come Fioroni. Bel salto, non c’è che dire, dalla questione morale berlingueriana alla difesa di Banca Etruria, da Via Botteghe Oscure alla Leopolda, roba da atleti capaci di spettacolari giravolte. Il fatto è che probabilmente con gli anni si cambia e agli ideali subentrano le bollette da pagare e la figliolanza da mantenere: magari uno nasce rivoluzionario e invecchia conservatore senza neanche accorgersene. Certo magari non avrebbe guastato un po’ di stile e magari un dibattito interno prima di una terza candidatura, ma Egidi è ragazzo semplice, non gli si possono chiedere lezioni di stile o aperture democratiche da statista: “la poltrona di segretario pd è mia e me la gestisco io fin quando vorrò” ha tuoneggiato senza aspettare replica: uno poi magari diventa anche moderato, ma un po’ di assolutismo sovietico lo conserva dentro magari senza neanche accorgersene e viva la faccia, che c’è più da dire… amen

(pasquale bottone)

foto : la città

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