Egidi non si mette in discussione e si barrica al suo posto: arrogante e vanagloriosa occupazione della poltrona di segretario Pd

Dopo l’eclatante sconfitta del Pd alle amministrative avevamo previsto che il segretario Egidi non si sarebbe dimesso, pur sottolineando che a nostro parere avrebbe dovuto almeno compiere il bel gesto di farsi da parte magari per poi riottenere la fiducia eventualmente dal partito: ma Egidi non si smentisce, è da sempre  allergico all’autocritica e non ha tardato a chiarire dalle colonne di un web giornale da sempre molto vicino all’establishment viterbese che “più che a dimettersi pensa a rilanciare”, sbandierando presunti meriti pregressi che addirittura lo farebbero essere in credito con il partito. Il peso determinante di Egidi, a dire il vero,  nell’attività e nella progettualità di partito ci sfugge da sempre, essendo queste ultime affidate ai tre capicorrente democrats che non ci sembra lascino ampi spazi di manovra allo stesso Egidi, il cui mandato dovrebbe essere sempre rimesso a disposizione, come avviene ovunque, in ogni caso, dopo una netta sconfitta. Non si riesce a comprendere, quindi senza prima iniziare un percorso di riflessione, come pensi addirittura ad un’azione di rilancio tutta sua personale come se il partito fosse cosa sua nella piena tradizione del renzismo più intollerante ad ogni critica: andando ad occupare per sua stessa investitura ancora a lungo con modi arroganti uno spazio di potere che non gli spetta per monarchica investitura, ma che dovrebbe essere sempre pronto a ridiscutere nell’assemblea provinciale di partito e anche pubblicamente, senza inutile e avventata vanagloria.

(p.b)

About the author:

. Follow him on Twitter / Facebook.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *