E Taborri “micheliano pentito” firma il documento del “centrodestra parziale” contro l’ingresso degli “ex-micheliani”: quando la coerenza è un optional

E’ difficile trovare a Viterbo un professionista più serio e simpatico del dottor Taborri, oncologo stimatissimo e autorevole: con un solo problema, però, la politica. Quest’ultima rappresenta per lui una passione pericolosa, in grado di fargli perdere l’aplomb e la calma (sono note le sue reazioni accalorate in consiglio e le accese discussioni che lo hanno visto protagonista con amici e nemici). Taborri poi è un mezzofondista della politica, si arrabbia, si lascia coinvolgere, distrugge tutto poi ricostruisce da un’altra parte, mai abbandona la corsa, ma in tanti anni anzi l’ha estesa ad ogni schieramento possibile: dopo aver appoggiato alle scorse elezioni la lista del sindaco Michelini Oltre le Mura (facendone parte) è poi man mano tornato nel centrodestra fino a firmare l’accordo dello scorso giorno per una coalizione (parziale) rifondata sui programmi e gli obiettivi che firma la regola del “mai con chi ha fatto parte del centrosinistra di Michelini” contraria all’accordo con Viva Viterbo. Taborri però ha gravitato a lungo gli anni scorsi nell’area fioroniana, appoggiando il sindaco, dovrebbe essere allora tra i primi a fare un passo indietro e a non proporsi come alternativa all’ingegnere -primo cittadino proprio in virtù di una vicinanza forse passata ma che tutti ricordano ancora molto bene. E’ un vizio che non riesce a combattere la politica per il dottor Taborri, anche quando lo espone a figure discutibili che forse avrebbe fatto meglio a risparmiarsi.

(pasquale bottone)

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