Home Politica E’ finita l’era degli utili idioti e dei servi sciocchi: Viterbo per non morire ha bisogno di idee e di professionalità
E’ finita l’era degli utili idioti e dei servi sciocchi: Viterbo per non morire ha bisogno di idee e di professionalità

E’ finita l’era degli utili idioti e dei servi sciocchi: Viterbo per non morire ha bisogno di idee e di professionalità

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Si può dire tranquillamente che lo stato di profonda crisi morale ed economica in cui versa Viterbo sia da attribuire in gran parte, oltre alla rassegnazione di cittadini troppo spesso apatici e rinunciatari, alla mediocrità delle sue classi dirigenti e politiche. Una mediocrità lampante, persino clamorosa spesso, che allontana Viterbo dall’Italia più evoluta e innovativa (anch’essa in caduta libera purtroppo). Basta guardare i dirigenti di comune e provincia, i loro spesso improvvisati assessori di riferimento, i presidenti e i direttori di enti (con qualche eccezione di ottimo livello) per avere il quadro preciso di come non siano presenti personaggi di rilievo, ma figure di secondo, terzo piano, nominate solo per la loro fedeltà al potente, subordinati di mestiere o servi sciocchi forse sarebbe meglio dire: persone per cui la cosa pubblica non è tale, ma serve a gestire il potere di chi li protegge e può tranquillamente esulare dall’interesse generale. Con queste premesse Viterbo non uscirà mai dal guado in cui si trova, ma si avvierà a morte sicura: sarebbe il caso quindi che i notabili che hanno in mano la città si rendessero almeno conto di questo, che i loro giochi di potere possono continuare a farli anche se aprono alle professionalità e al merito, perchè senza questi ultimi non c’è strada e futuro e verrà anche il tempo che ci sarà persino meno pane per i loro denti. E’ un sos che la società civile deve lanciare, una questione di sopravvivenza per un’intera città maltrattata e ormai ridotta ai minimi termini da incuria e dalla forza distruttiva di una sempre più pericolosa e diffusa arroganza.

(p.b.)

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