Home Cronaca E finì tutto a pollo fritto e patatine: non ci resta che… mangiare
E finì tutto a pollo fritto e patatine: non ci resta che… mangiare

E finì tutto a pollo fritto e patatine: non ci resta che… mangiare

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Per carità esiste la libertà d’intrapresa ed ognuno se rispetta le regole può inventarsi quello che vuole (magari nei centri storici con più controllo e saggezza…), ma non è che entusiasma, perlomeno noi, la notizia che oggi apre un nuovo centro di ristoro globalizzato,il Kentucky Fried Chicken, a Porta Romana: business is business, ma siamo alle solite, assunzioni solo di under 30, contratti a termine, precarietà diffusa come gli odori di pollo e patatine. Fast, slow, street, ormai a Viterbo, come in molti altri luoghi in Italia, più ogni forma d’arte scompare più il “cibo” di ogni genere e fatta troneggia imperioso: e se tutto trova giustificazione nelle impietose leggi di mercato, fiacca lo spirito e la fantasia, considerato che una città che punta ad essere definita di arte e cultura dovrebbe augurarsi ben altri vernissage, ben altra valorizzazione degli spazi urbani, ritmi e contesti a lei più consoni. Eppure Viterbo ogni giorno di più perde aplomb turistico per una annosa mancata programmazione e quello che rimane alla fine è solo pollo fritto e patatine…. che saranno pure ottimi per carità, ma spersonalizzano e massificano senza nulla lasciare in cambio. L’epoca è questa, gente, mangiate di tutto e tracannate quanto più potete, che di ogni altra cosa si è persa la memoria.

(p.b.)

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