Donna suicida al Belcolle: scappata dal Pronto Soccorso verso la scala antincendio, come è stato possibile?

Un dramma umano che ha colpito profondamente quello della donna 41enne suicida all’Ospedale Belcolle che rischia di diventare, e lo è già forse, una caso giudiziario: è già partita infatti una denuncia contro anonimi per istigazione al suicidio e il corpo della donna sta per essere sottoposto ad autopsia. Ma inquieta conoscere altri particolari sulla dinamica dell’accaduto. L.C., infatti, già ricoverata per un tentativo di suicidio non riuscito effettuato ingerendo candeggina e mercurio, sarebbe riuscita a scappare dal Pronto Soccorso e a raggiungere la scala antincendio per poi buttarvicisi di sotto: come è potuto accadere tutto ciò, il personale del Belcolle, medico, infermieristico e non,  ha obbligo di vigilanza sui pazienti? La donna era in condizioni psicologiche particolari, aveva già tentato di togliersi la vita, andava seguita con più attenzione, affidata ad una attenta sorveglianza? Sono tutte domande che dovranno trovare una risposta, anche per la futura incolumità di persone che arrivano all’ospedale oppressi da una grave forma di disagio psichico, fortemente depresse o non del tutto padroni di se stesse. Il caso di L.C. deve restare una tragedia personale, lontana quanto più dai riflettori della cronaca, ma può essere almeno utile a scongiurare ulteriori drammatici episodi simili.

(pasquale bottone)

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