Direzione provinciale Pd: nulla oltre lo scontro Fioroni- Panunzi, il partito non è mai nato

Acque perennemente agitate in casa Pd: ieri direzione provinciale infuocata con le solite diatribe tra maggioranza e minoranza, tra fioroniani e panunziani per dirla in soldoni. E’ un “partito mai nato” il Pd in Tuscia, litigioso e inconcludente e che ormai non ha più rapporti con la sua base (se ne ha ancora una), verticistico in tutto e per tutto. C’era da scegliere i 4 candidati per le regionali o meglio da aggiungere la quarta ai magnifici tre già in rampa di lancio, Panunzi, Ciambella ed Egidi: Panunzi e i suoi spingevano per l’insegnante di Vasanello Alessandra Mecocci, alla fine Fioroni ha imposto (manca la ratifica del consiglio regionale che si riunirà sabato) la professoressa associata dell’ Unitus Raffaella Petrilli, già segretaria del Pd romano. A cosa siano legate queste scelte, perchè i candidati siano stati preferiti ad altri non è dato sapere:  i discorsi sono lunghi e autoreferenziali, ma assai poveri di contenuti, i battibecchi tra correnti guerre tra fazioni più che altro, fini a se stesse, anche se il peso che i popolari hanno nella gestione del partito cittadino appare da sempre sproporzionato, nemico di ogni vero dibattito democratico interno. Ma così e se vi pare, i temi delicati che riguardano la penosa crisi che coinvolge un’intera provincia non finiscono mai sul tavolo, l’obiettivo dei contendenti è acquisire consensi o meglio voti con le solite parabole dei buoni samaritani che faranno risplendere il sole dove è buio pesto: ma poi tutto finisce nel  compartimento stagno delle promesse magniloquenti buone solo  per un titolo di giornale o poco più. Il Pd non c’è, solo due comitati elettorali in lotta tra loro fanno di tutto per far credere che esista.

(pasquale bottone)

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