Diminuisce la qualità della vita, ma fare la spesa resta più caro che altrove: normale in in una città in cui i supermercati sono luoghi di aggregazione sociale come cinema e teatri

Non bastava la qualità della vita in netto miglioramento, ora anche un’indagine di “Altro Consumo” rivela che fare la spesa in Tuscia costa di più che nelle altre città italiane , l’opzione rimasto è poco considerata e applicata, i supermercati della Tuscia sono tra i più cari d’Italia, più di capoluoghi ben più grandi. Secondo “Altro Consumo” a mancare è la concorrenza e quindi coloro che hanno in mano il mercato non hanno alcun interesse ad abbassare i prezzi: sarà anche perchè, in mancanza di una offerta di svago almeno decente, i cittadini trascorrono le giornate estive intere negli ipermercati, si incontrano lì, parlano lì, girano perennemente alla ricerca di un passatempo e dell’acquisto scacciapensieri. I supermercati a Viterbo svolgono il ruolo che dovrebbero svolgere cinema, teatri e locali in una città mediamente organizzata, sono l’unico passatempo che unisce ogni classe sociale, hanno un ruolo così importante che certo non hanno interesse nè necessità di giocare al prezzo conveniente come sistema provinciale di vendita. Certo se la qualità della vita aumentasse diventerebbero importanti corollari delle nostre esistenze, non un “valore” in cui credere ed allora forse sarebbe tutto diverso.

(pasquale bottone)

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