Delitto di Santa Lucia: perizia e interrogatorio per Fieno subito dopo le feste, tra cronaca nera e tragedia sociale di provincia “chiusa”

Anche in queste feste in città non si è discusso d’altro, il caso Fieno continua nel capoluogo ad essere l’argomento principe: d’altronde è comprensibile che lo sia, a Viterbo casi di cronaca nera simili non se  ne ricordano. Impossibile mettere la sordina ad una storia così, specie prima dell’interrogatorio del principale indiziato, Ermanno Fieno, figlio dei coniugi trovati morti nella loro casa il giorno di Santa Lucia. L’episodio di cronaca nera non deve far dimenticare il dramma sociale contenuto in questa storia. ambientata in una provincia molto arretrata e chiusa che favorisce l’alienazione dolorosa di chi si trova in difficoltà, l’emarginazione assoluta e spietata. Non si sa ancora nulla del come e perchè, come sembra al momento ( ma trattasi pur sempre di ipotesi) , Ermanno Fieno possa essere arrivato ad uccidere la madre: si sa però che il 44 enne non era riuscito a trovare un lavoro dopo aver perso un occupazione da un notaio dieci anni prima, che nessuno aveva cercato di aiutarlo e di comprendere la sua stanchezza psicologica. Il che non vuol dire che un delitto possa trovare giustificazione, tutt’altro: significa solo che un contesto sociale sofferente crea stati di disperazione e che Viterbo non fa abbastanza per chi resta, anche solo momentaneamente indietro. Gli avvocati hanno  chiesto la perizia psichiatrica per Ermanno Fieno  e certo questo sarà un momento importante per capire: ma anche ascoltare la versione dei fatti del principale indiziato potrà fornirci una importante testimonianza di vita vissuta, di rapporti familiari mai semplici, di ambiti di provincia molto complicati da affrontare, di quel senso di esclusione che in città meno evolute e inclusive attanaglia chi non riesce ad entrare nel giro giusto. A prescindere dall’aspetto criminologico che al momento ovviamente è pressante, una storia come questa  dovrebbe far riflettere tutti un attimo in più del solito sull’habitat che ci è contiguo.

(pasquale bottone)

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