Home Politica Cinquestelle. “De Dominicis e i suoi in 8 anni non hanno fatto nulla per Viterbo”: l’intervento di Giuseppe Anelli, primo candidato sindaco con una Lista Grillo
Cinquestelle. “De Dominicis e i suoi in 8 anni non hanno fatto nulla per Viterbo”: l’intervento di Giuseppe Anelli, primo candidato sindaco con una Lista Grillo

Cinquestelle. “De Dominicis e i suoi in 8 anni non hanno fatto nulla per Viterbo”: l’intervento di Giuseppe Anelli, primo candidato sindaco con una Lista Grillo

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Da anni si parla di “politica dal basso”.
Una definizione che parte da una accezione a mio avviso sbagliata, dato che porta a vedere da subito qualcosa di inferiore nel punto di partenza.
Preferisco parlare di politica dalla società civile, potenzialmente in grado di essere assolutamente autosufficiente al fine di portare progresso reale sul territorio. Un risultato che la politica dei partiti non ha interesse a raggiungere, perché finirebbe di autoalimentarsi. Semplice.

Quando nacque quello che oggi si chiama M5S, oltre 10 anni fa, si parlava di arrivare a dare dignità alle competenze civiche, di creare una struttura che mettesse a sistema le capacità dei singoli a beneficio delle città. Già perché all’epoca era indicato come assolutamente irrealizzabile un progetto del genere a livello nazionale. Questo perché più si allargava il campo d’azione e più era probabile di dar vita ad un declino di attenzione verso gli interessi specifici dei territori. Ero e resto assolutamente d’accordo con questa visione.

Il perché è intuibile guardando lo stato attuale, laddove il M5S ha stravolto questo concetto di partenza presentandosi alle elezioni regionali e politiche del 2013. Queste, tranne rarissimi casi, hanno dato da parte degli eletti ampia dimostrazione di impreparazione se non malafede.
Il concetto di restare confinati alle realtà cittadine era giusto perché governare i problemi locali ha un senso immediato, misurabile ed è certamente fattibile nonostante le innumerevoli difficoltà, soprattutto di origine finanziaria.

La scelta scellerata di andare oltre i confini cittadini è stata motivata con il fatto che a livello regionale e ancor più nazionale si decidono le risorse cui beneficiano i comuni. Se questo è vero è anche vero che nessuna rivoluzione (evento impensabile nel nostro pigro microcosmo italiano) è avvenuta in modo rapido, tantomeno in modo indolore.
Senza arrampicarci in prospettive ancora più larghe e complesse, possiamo certamente dire che nel caso specifico di Viterbo è stato realizzato ben poco.

Sono passati 8 anni dalla gestione di chi detiene ancora il potere decisionale locale. Cosa abbia costruito questa gestione a me cittadino mediamente informato sfugge. Non stiamo parlando di 8 settimane o 8 mesi. Ma 8 anni. Un tempo sufficiente per creare una vera e propria task force di competenze, con ragazzi sotto i 30 anni, magari laureati ed innamorati della propria città. Ne abbiamo? Ci sono? Se ci sono…dove stanno? Se non ci sono..perché? Davvero ci si vuole far credere che sia una politica partecipativa perché si fanno i banchetti al Corso ogni tanto?
Personalmente credo che l’unica forma di misurazione di un progetto sia il suo risultato. In questo caso mi sfugge. E non parlo di risultati all’interno della amministrazione comunale, laddove da soli e all’opposizione è difficile pensare di fare chissà che. Ma all’interno del progetto M5S locale non è stato portato alcuno scatto in avanti.

Io indirettamente so che per anni sono state letteralmente allontanate in modo più o meno esplicito tante persone, alcune le conosco e parliamo di persone con titoli ed idee. Perché non gli è stata possibilità di contribuire? Perché mi è sempre stato detto che chi ancora oggi decide le sorti del M5S locale ha sempre emarginato chi potesse in qualche modo offuscarne la leadership?
Non ho difficoltà a dire che ho sempre visto nella gestione attuale un gioco personale, una visione monocorde di chi ha pensato molto di più a tessere rapporti con il Movimento regionale e nazionale piuttosto che a creare una ricchezza civica per Viterbo. Se si dovesse confermare l’ipotesi di questa figura come candidato al Parlamento sarebbe semplicemente la chiosa perfetta per un disegno tanto elementare quanto sterile.

Resto convinto che solo il progresso possa far riemergere Viterbo dalla stagnazione che la caratterizza da almeno 20 anni. Centri commerciali e cementificazione a parte tutto resta immobile e paludoso. Nessun progetto per la crescita della città, che faccia leva su cultura, turismo, artigianato, ecc.
La speranza è che finalmente qualcosa (e non qualcuno) riesca a vincere la resistenza al cambiamento. Incrociamo le dita.

Giuseppe Anelli (nella foto tratta dal profilo fb)

Primo candidato sindaco a Viterbo con una lista legata a Beppe Grillo 

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