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Cultura: a Verona le famiglie non andavano d’accordo neanche ai tempi di Giulietta e Romeo

Cultura: a Verona le famiglie non andavano d’accordo neanche ai tempi di Giulietta e Romeo

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Dopo il 1946 le donne ottennero dalla Repubblica Italiana l’uguaglianza formale tra i sessi, ma il percorso di celebrazione e di emancipazione del così detto “Sesso debole” è stato ed è tutt’ora, un processo lento, pieno di insidie, ostacoli e di inciampi. I femminicidi non si possono più leggere da nessuna parte! La conquista dei diritti civili fu percepita in modo più positivo negli anni 60 e 70 del secolo scorso, ma con entusiasmi precoci. Per le donne, sono state costruite delle consuetudini al posto di diritti , sociali, lavorativi o culturali, oggi poco più di allora, ma sempre gravemente carenti e deficitari. Una reale parità tra uomini e donne tarda a stabilirsi anche ai giorni nostri. Una donna se in stato interessante, spesso perde il posto di lavoro o raggiunge livelli dirigenziali in millesima parte rispetto all’uomo, anche con capacità riconosciute. La precarietà non è fortemente in recessione, come dovremmo sperare lo fosse. Il bisogno che hanno sempre avuto le donne, di impegnarsi attivamente per dare voce ad istanze per la loro emancipazione e liberazione, sono in larga parte fortemente ostacolate e poco recepite anche a livello istituzionale. Si è chiusa pochi giorni fa, nel crudo momento della morte di alcuni argomenti cardine, favorevoli al sesso femminile, la marcia di migliaia di persone al convegno sulla famiglia di Verona, che ha fatto molto discutere ogni settore politico, soprattutto con argomentazioni più o meno da “Slogan” o poco altro, trascurando il nocciolo delle problematiche. Abbiamo assistito a due mondi contrapposti, che mai potranno dialogare o scendere a patti. Anzi gravemente osteggiati tra loro. Le famiglie? belle e buone nelle foto dei ricordi ai pranzi di Natale, o durante le vacanze estive. Piantano un ombrellone in una spiaggia gremita di persone per una vacanza fuori stagione, o scatenano il putiferio per il parcheggio.

Genitori assenti discutono a bordo piscina ad alta voce con amici e conoscenti, senza perdere di vista lo smartphone, che potrebbe contenere nell’immediato messaggi hot da non trascurare a favore della famiglia, perchè il brivido è quello che conta, anche nella famiglia tradizionale. Mentre bambini senza un briciolo di educazione urlanti e assordanti, rompono i padiglioni auricolari degli astanti indifesi e sempre più rancorosi che assistono alle performance dei pargoli altrui, che si tuffano da materassini gonfiabili a prova di bomba, sempre più grandi e invasivi della pace altrui. Ma le famiglie sono come auto fiammanti, potenti e di grossa cilindrata, altre piccole utilitarie, ma funzionanti e revisionate, alcune rombano con marmitte catalitiche di ultima generazione, manutentate dalle migliori concessionarie rimangono fiammanti e lucide, mentre altre si schiantano alla prima curva, perchè l’amore spesso non basta per tenere insieme i cocci, e quando manca la benzina sono guai seri. Non è ben chiaro cosa possa servire perchè la” famiglia tradizionale” sopravviva al tempo. Bella domanda! E’ un dato di fatto, le famiglie da cartolina non esistono, oppure, no scusate, esistono, ma solo nei film.

Si ritrovano attorno ad un tavolo, brindano ad un anniversario, e il loro bello consiste nel fatto, che più si amano e maggiormente danno il peggio di sè, perchè le famiglie vere, sono quelle piene di silenzi e segreti, ma non per ferirsi appositamente, questo no! mai! unicamente perchè hanno fatto i conti senza l’oste. Ma in ogni nucleo familiare, ci sono lacci e fettucce dove inciampare, fibie che saltano, ganci che stringono o bottoni che saltano, ma l’amore c’è, esiste certamente, anche se si smette di vederlo, di guardarlo, di coltivarlo, anzi appare luminoso e chiarissimo appena si sbatte il portone di casa girando i tacchi o le suole. Tante belle parole si potevano dire prima di sentire la botta. Allora possiamo chiederci “Esistono forse ancora le mezze stagioni? il bianco è veramente candido, o il nero è veramente nero?” I cambiamenti ci sono, ci sono sempre stati e ci spaventano, ci spaventano moltissimo, ma sono sempre esistiti. L’Eden è il paradiso lontano, dove uomini, donne, animali e pesci, si amano incondizionatamente, senza filtri, senza spocchia, senza limiti. In una cassetta di mele, mica sono tutte tonde uguali come le famiglie “Tipo” esposte a Verona!, fatte di papà, mamma, e figli rigorosamente biologici. Tutte naturalmente etero, sposate, risolte, sorridenti e felici, insomma da cartolina anni 50. Ma tutto questo, non era prima che approvassero il divorzio, le unioni civili, le famiglie allargatissime, le adozioni gay, l’aborto, la fecondazione assistita e le unioni civili? Cavolo! a Verona le famiglie non andavano d’accordo nemmeno ai tempi di Giulietta e Romeo se non ricordo male! Allora perchè la scelta di Verona come città simbolo della ” Perfetta armonia familiare”?.

Fu la città dell’amore rubato da due giovani che per stare insieme scelsero l’aldilà, non “l’aldiquà” nella tragedia di Schakespeare, Questo perchè secondo il genio inglese, (con probabili geni italiani), l’odio delle famiglie etero, fu più potente dell’amore assoluto ma contrastato dei giovani amanti, non sposati. Dovremmo rassegnarci dunque ad accettare altri progetti di vita, magari artificiali, altre forme di convivenza, magari anomale, alternative arcobaleno molto colorate, perchè il matrimonio, cari signori, è sceso al capolinea…Come tante altre cose, la famiglia è sempre piu’ declinata al singolare e non si può dire “fermate il mondo voglio scendere!” Bisogna andare avanti, emanciparsi, pedalare e raggiungere una meta! Tanto in Italia, casino più casino meno, chi ci fa più caso?

(maria grazia vannini)

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