Home Cronaca Crimine organizzato: aumentano i casi nella Tuscia, ma la politica (tutta) si gira dall’altra parte
Crimine organizzato: aumentano i casi nella Tuscia, ma la politica (tutta) si gira dall’altra parte

Crimine organizzato: aumentano i casi nella Tuscia, ma la politica (tutta) si gira dall’altra parte

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Abbiamo parlato diffusamente delle tre rapine avvenute a Viterbo nella settimana che andava dal 16 al 23 dicembre scorso: sulla prima al Money Transfer di Via Cairoli non si è ancora giunti ad una chiara definizione dell’accaduto che potrebbe essere anche ricondotto a piccole bande più o meno improvvisate; ma il furto al portavalori di Via Genova così come  al Toys di Via Garbini lasciano chiaramente intendere che dietro ci sia un’ organizzazione criminale “professionale”, così come per il precedente alla Coop di Acquapendente. Organizzazioni probabilmente internazionali che ormai operano con notevole conoscenza del territorio e chissà quali tipi di rapporto hanno con le mafie nazionali. Non si tratterebbe di casi sporadici, quindi, ma di azioni pianificate con estremo rigore e preparazione: dovrebbero  essere questi i casi che preoccupano la politica e i  cittadini, così come gli incendi chiaramente dolosi di auto di professionisti cittadini che, tranne la solidarietà umana di facciata a chi ne è stato vittima,  non hanno però visto forti pubbliche reazioni di partiti e istituzioni: eppure forse ci sarebbe bisogno di una ampia  discussione su un tema essenziale per il futuro della città: il salto di qualità abbastanza vistoso della criminalità organizzata.

(p.b.)

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