Concentrare la movida a San Pellegrino: un errore storico, un vero sacrilegio

Puntualmente scoppiano le polemiche a San Pellegrino tra esercenti dei locali affollati dalla movida e residenti: una guerra senza esclusioni di colpi senza vincitori nè vinti. Il problema nasce infatti molto prima, e riguarda chi ha fatto in modo che uno dei quartieri storici più caratteristici d’europa venisse ridotto a divertimentificio notturno: San Pellegrino, per la sua stessa morfologia, andava preservato da grandi folle e protetto come un vero salotto, il vero salotto di Viterbo: avrebbe dovuto essere un’oasi di pace e di storia, strutturato con pochi locali tipici ed offerto ad un pubblico di turisti proveniente da tutto il mondo. Un’isola in grado di attrarre una tipologia di visitatori amanti del genere, lontanissima dal turismo di massa e dal nightclubbing: a quest’ultimo sarebbero dovute essere destinate altre piazze più spaziose della città, senza che tutto fosse concentrato in pochi metri quadrati. Non si riesce a capire come la politica e le istituzioni viterbesi abbiano consentito che si verificasse un tale scempio, i cui effetti disastrosi sono sotto gli occhi di tutti: e, stando così le cose, con degli, anche comprensibili, interessi economici in gioco, non si riesce a capire come possa essere arrestato l’inesorabile declino di una zona particolarissima che meritava tutt’altra sorte.

(p.b.)

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