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Comunali Sutri: “Scusi se il mio pensiero le è sembrato volgare”, lettera di Sgarbi a Di Mauro

Comunali Sutri: “Scusi se il mio pensiero le è sembrato volgare”, lettera di Sgarbi a Di Mauro

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Caro Lillo Di Mauro, ho un’istintiva simpatia per lei, così come ho un antico amore per Sutri e per la Tuscia, in cui ho anche una casa carica di storia che ho purtroppo vissuto poco. Non ho pensato di fare il sindaco contro nessuno, ma per Sutri, e fatico a dividere il mondo in buoni e cattivi. Ho inteso bene le sue intenzioni analoghe alle mie, e ho apprezzato i suoi candidati. Non mi sentirà, nonostante il mio carattere, e in considerazione della sua eleganza, pronunciare nei suoi confronti, tanto più perché non la ritengo “avversario”, nessuna considerazione polemica o oltraggiosa. La mia Sutri è la sua Sutri. E spero che avremo modo di verificarlo.

Molti degli amici che mi hanno avvicinato mi hanno parlato bene di lei, e sarà quindi una strana campagna elettorale, all’insegna dei versi dell’Ariosto: “O gran bontà dei cavalieri antiqui…”. La mia proposta ha un largo margine di utopia, perché utopia è il vero nome di Sutri. E dovremo dimostrarne la viva realtà. Come vedrà dal mio programma, la mia intenzione non è di prevalere o di scendere dall’alto, ma di accarezzare la sua, la nostra, città, così come ho tentato di fare in molti luoghi d’ Italia, preservandoli, per esempio, dalla violenza dei parchi eolici. Anche, con determinazione, nella vicina Tuscania. Difesa del paesaggio, difesa della bellezza, e di Sutri sono ragioni e passioni che ci uniscono. La sua vittoria per me non sarebbe una sconfitta, e così spero la mia per lei.

Una sola cosa voglio puntualizzare: le mie “provocazioni” sono conseguenza di più remote indignazioni contro l’ignoranza e la banalità; la mia polemica sul mondo omosessuale, come può verificare dai miei spettacoli su Caravaggio e Pasolini (che ho conosciuto e frequentato come altri meravigliosi omosessuali), è solo contro il matrimonio e le unioni gay che mi sembrano limitazioni della libertà individuale, del piacere, e imitazioni del modello di famiglia borghese che io, come Carmelo Bene ho sempre rigettato. E anzi, il mio comportamento sessuale ha molte somiglianze con quello di un omosessuale libertino, senza vincoli e compagni. Da cui le battute e le polemiche condivise dalla parte libertaria del mondo gay, che trova la sua sintesi nel rifiuto di Pasolini alle offerte del “Fuori” di Angelo Pezzana: “non voglio testimoniare nulla perché le questioni sessuali sono questioni private”. È il mio pensiero. In ogni caso mi scuso con lei per ciò che le è sembrato “volgare”. Ma era espressione colorita di un pensiero convinto. La invito nelle prossime settimane a Ferrara per vedere, al Castello estense, le opere d’arte della mia fondazione; e la prego di leggere sull’ultimo numero di “Panorama” il resoconto che ne ha dato mia sorella. Spero di incontrarla sopra e oltre la campagna elettorale”

 

Vittorio Sgarbi

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