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Comunali, il ritorno di Marco Prestininzi: “Perchè sosterrò Paola Celletti e Lavoro e Beni Comuni”

Comunali, il ritorno di Marco Prestininzi: “Perchè sosterrò Paola Celletti e Lavoro e Beni Comuni”

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Riceviamo  e integralmente pubblichiamo dal prossimo candidato consigliere alle comunali per la Lista Lavoro e Beni Comuni Marco Prestininzi  

In occasione delle prossime votazioni per l’elezione del Sindaco e per il rinnovo del Consiglio Comunale di Viterbo sosterrò la candidata a sindaco Paola Celletti della lista civica “Lavoro e beni Comuni” e accetterò di candidarmi, su proposta della succitata formazione politica, alla carica di consigliere comunale. Ci sarà modo nei prossimi giorni di argomentare il mio sostegno all’ottima Paola Celletti e di motivare la mia aspirazione a tornare in consiglio comunale dove già sono stato presente dal 2004 al 2008, all’opposizione, in qualità di consigliere del PRC.

La data del 1° maggio, Festa del Lavoro, è invece il momento opportuno per promuovere il simbolo della lista “Lavoro e Beni Comuni”. Il disegno contenuto nel simbolo, ideato dal nostro architetto Daniele Cario, richiama il Il Quarto Stato, un dipinto a olio su tela, simbolo delle battaglie politico-sociali dei lavoratori del XX secolo, realizzato nel 1901 dal pittore italiano Giuseppe Pellizza da Volpedo e conservato al Museo del Novecento di Milano.

L’opera raffigura una folla che marcia per i propri diritti, guidata da due uomini e da una donna, con in braccio un neonato, che invita i manifestanti a seguirla. Con la sua opera l’artista veicola idee di progresso e democrazia attraverso il potenziale sociale dell’arte. I lavoratori sembrano forti e dignitosi e, almeno quelli raffigurati nelle prime file, furono persone realmente vissute nel territorio di Volpedo, un piccolo comune in provincia di Alessandria.

Negli articoli 1 e 3 della nostra Costituzione c’è scritto che «L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione» e che «tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese».

A distanza di più di un secolo dalla realizzazione dell’opera d’arte di Giuseppe Pellizza, la strada per affermare il diritto costituzionale al lavoro e allo sviluppo della persona umana è di nuovo in salita e piena di insidie.

La giornata di domani, Primo Maggio, Festa del Lavoro, è ben rappresentata dal simbolo di Lavoro e Beni Comuni, ispirato dal dipinto Il Quarto Stato, perché ritraendo un popolo, quello di Viterbo in questo caso, che lotta per l’uguaglianza, la democrazia e la pace, sollecita i cittadini a del capoluogo della Tuscia a vigilare affinché il lavoro di donne e uomini che hanno contribuito a costruire la Repubblica Italiana, non venga ulteriormente precarizzato e impoverito dalle logiche affaristiche dei potentati economici e finanziari e da norme sbagliate provenienti dalla politica nazionale come da quella locale.

Buon 1° Maggio

Marco Prestininzi

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