Home Politica Comunali, il diktat di Salvini e la divisiva “deriva leghista del cdx”: Alessandro Usai, cittapaese.it vi spiega perchè proprio lui
Comunali, il diktat di Salvini e la divisiva  “deriva leghista del cdx”: Alessandro Usai, cittapaese.it vi spiega perchè proprio lui

Comunali, il diktat di Salvini e la divisiva “deriva leghista del cdx”: Alessandro Usai, cittapaese.it vi spiega perchè proprio lui

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L’unica cosa certa è che Salvini vuole un candidato sindaco leghista a Viterbo e Terni, gli serve per accreditare il suo partito come forza nazionale, nonostante lo stesso abbia solo eliminato la parola Nord dal nome, ma nemmeno aggiornato il suo statuto che rimane “nordista”.

Una pura operazione di marketing che è anche riuscita elettoralmente, ma che rischia di far apparire Viterbo come una colonia salviniana a sè: intanto Fusco si è avvicinato al tavolo di cdx all’ultima riunione dicendo proprio questo: “Salvini mi ha chiesto il Comune di Viterbo e io propongo come candidato sindaco Alessandro Usai e non transigo, se non ci state andiamo da soli”.

Ovviamente l’impuntatura ha suscitato reazioni piuttosto piccate tra gli altri componenti la coalizione che non hanno accettato l’aut aut tranne Fratelli d’Italia che si è detta disposta ad appoggiare Usai.

La sorpresa generale è stata proprio questa: non solo un candidato calato dall’alto, ma un giornalista freelance che lavora a Mediaset come collaboratore ( a quanto pare senza contratto d’assunzione) che non vive a Viterbo,  ormai trasferitosi a Milano da anni con la sua famiglia.

Perchè proprio lui? Pare che Salvini avesse avuto modo di conoscerlo anni fa quando era nell’ufficio della Moratti e da allora siano  rimasti in contatto.

Ecco perchè Salvini ha scelto Usai, subito adottato dai suoi vecchi  camerati di partito del msi (in primis Rotelli) all’insegna di un ritrovato orgoglio di appartenenza.

Non si capisce solo cosa c’entri la città e il suo futuro in queste rivendicazioni vetero “almirantiane” soprattutto collegate ad un’intesa con la Lega (Il Msi era per l’Italia unita e aveva un forte radicamento territoriale specie al centro-sud) e ad una cessione di sovranità ad un partito pseudo nazionale, xenofobo e nordista.

Forse Viterbo non merita questa deriva senza senso, che la getterebbe tra le province meno autonome d’italia, una vera cenerentola che annaspa nelle acque di una politica probabilmente fatta di interessi privati nascosti, di sistemazione lavorative ad hoc e di squallido vassallaggio.

(pasquale bottone)

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