Home Politica Comunali 2018: parte la campagna elettorale, ma non si vedono candidati credibili, progetti, idee, partecipazione: toto-nomine, “poltronismo” e niente più
Comunali 2018: parte la campagna elettorale, ma non si vedono candidati credibili, progetti, idee, partecipazione: toto-nomine, “poltronismo” e niente più

Comunali 2018: parte la campagna elettorale, ma non si vedono candidati credibili, progetti, idee, partecipazione: toto-nomine, “poltronismo” e niente più

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Mancano sei mesi alle comunali e si sente un gran fruscio di sottofondo, la politica cerca di organizzarsi nelle sue segrete stanze senza che ai cittadini arrivino messaggi chiari: si fa un gran parlare di candidature, ritorni clamorosi, partenze temute, alleanze e scontri, ma non è dato di ascoltare uno straccio di idea sulla città. Il centrodestra prova a rimettersi insieme tra mille polemiche, contrasti e rivalità, il centrosinistra è spaccato dalla crisi del Pd e non sa ancora come muoversi, per il momento aspetta le decisioni di Michelini sulla possibile ricandidatura, i 5 stelle sono troppo impegnati a risolvere i loro problemi interni per potersi preoccupare della città, liste e listarelle civiche promettono di essere numerose e ambiziose, ma siamo sempre nel campo delle ipotesi, si aspetta sempre la novità che possa riscaldare gli animi e accendere qualche speranza: molto attive sul territorio la lista della Frontini, la neonata Lavoro e Beni Comuni, anche se l’idea di una catena di movimenti e suddette “liste” in collegamento sembra sia passata. A parte laboriosi tentativi sporadici, il quadro è di una desolazione totale: si discute su candidature a sindaco di personaggi che hanno già avuto tutto dalla politica e che poco avrebbero da dare. Sfila in passerella il poltronismo più sfrenato, mentre la città vive un periodo di crisi in tutti i settori che potrebbe esserle fatale: ma dove sono i programmi, le idee, la voglia di cambiare, l’attenzione per chi è in difficoltà, i piani di rilancio in questo scenario di cariatidi, di vecchie minestrine riscaldate senza sapore? Semplicemente non esistono (magari tra i movimenti civici qualche dimostrazione di buona volontà cresce e cerca di strutturarsi, ma nulla appare già chiaro e ben messo a fuoco), siamo ai soliti giochi interni alla politica, al toto nomime, al più arrogante “nulla”. Come se poi i partiti potessero ancora continuare a risolverla col voto di scambio, come se le risorse pubbliche fossero infinite e non sempre più limitate. Questa volta sarà il caso di non dare nulla per scontato, di aspettare i programmi precisi, di valutare l’affidabilità e lo spessore dei candidati prima di votare: di opportunisti, affaristi travestiti da idealisti, di dilettanti, servi sciocchi e inutili, presuntuosi “capetti” senza spina dorsale la città ne ha visti passare fin troppi in questi anni, se la politica continuasse a fare scelte di così basso profilo, potrebbe essere persino più dignitoso per noi tutti restare fermi un giro.

(pasquale bottone)

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