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Cineprime, la recensione: “Red Joan” di Trevor Nunn

Cineprime, la recensione: “Red Joan” di Trevor Nunn

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Melita Stedman Norwood, era una giovane promessa della facoltà di fisica dell’università di Cambrige, a Londra. Carattere soffice, ma determinata, una idealista che sposò la causa del Marxismo per amore di un uomo. Si avvicinò in un primo momento alla politica per ragioni soprattutto sentimentali piuttosto che politiche. Si appassionò alla causa sovietica fungendo da spalla all’uomo che amava, ma secondariamente, perchè rifiutò per tutta la vita di credere nel degrado della “ragion politica,” e principalmente nel decadimento della “causa” Russa.

Gli esperimenti nucleari dell’Unione Sovietica secondo i dettami delle convinzioni di Melita, non dovevano essere da meno di quelli già sperimentati e altamente dannosi del suo paese, portati a termine insieme agli Stati Uniti D’America, approvati dal governo Inglese e ultimati durante la Seconda Guerra Mondiale. La ragazza si impegnò durante tutta la sua esistenza affinchè le società britanniche ed Europee tutte, raggiungessero una coesione sociale che fino ad allora era stata altamente disattesa, anzi tutte le intenzioni, erano state soffocate e distrutte, tra contenziosi di cittadini arrabbiati e pronti alla sommossa che si sentivano traditi e non considerati, da una classe politica dominante, fallimentare e per nulla degna di rappresentarli. Le lotte intestine e ideologiche anche violente, occuparono gran parte delle discussioni e dei moti di ribellione del 19° secolo e successivamente del XX°. Già nel 1948 Il filosofo Karl Marx, aveva predetto la caduta del Capitalismo Mondiale nel suo ” Manifesto Comunista”, e in tanti, seguirono le sue teorie facendole proprie. Tratto dal libro “La ragazza del Kgb” di Jennie Rooney, la figura di Melita, riappare nel film tratto dalla sua storia vera, ma romanzata, ora nelle sale con il titolo di ” Red Joan, interpretata dal premio Oscar “Judi Dench”. La magistrale Judi, recita quasi sempre seduta, indossando brillantemente il ruolo di una pensionata britannica, alle prese con le rose del suo giardino, quando improvvisamente viene sorpresa da agenti dell’Intelligence Inglese, che invadono la sua pace sedata e bucolica, durante l’anno 2000.

La dichiarano colpevole di un crimine odioso, il tradimento, trafiggendo in tal modo la sua tranquilla quotidianità. Le accuse diventano acute, feroci e incalzanti, durissime e sostenute da documenti e testimonianze, che lasciano spazio unicamente all’accusa di spionaggio internazionale ai danni della ” Corona Inglese”. “Joan Stanley”, la protagonista, è costretta a mettere a conoscenza il figlio avvocato, sui suoi trascorsi di ” Spia internazionale,” e lo supplica di difenderla da quell’accusa infamante ma vera, che è costretta a svelare, dichiarando pubblicamente una parte segretissima della sua vita, fino ad allora conservata nei ricordi gelosamente relegati in fondo alla sua coscienza. In effetti Joan è colpevole di aver trasmesso durante la seconda guerra mondiale, segreti militari all’Unione Sovietica. Il film Diretto da Trevor Nunn, ripercorre attraverso flashback dell’anziana donna, gli anni e le vicende vissute, dall’ingresso a Cambrige, fino ai giorni delle accuse.

La scienziata è interpretata nell’età giovanile da Sophie Cookson, che rifacendosi alla fatidica data del 1938, anno dell’editto delle leggi razziali e data di inizio della persecuzione ebraica viene però a coincidere con l’incontro ardente che cambierà la sua vita, tramite l’incarnazione dell’amore nella figura dello sfuggente Leo Galich, l”irresistibile Leo, l’impietoso Leo, l’affascinante Leo, interpretato da Tom Hughes. Joan se ne innamorerà perdutamente dal primo sguardo, finendo così nella tela di un ragno pericolosissimo, dal quale non riuscirà a sottrarsi . Lui è un giovane studente ebreo, militante del Partito Comunista, che la incanta con le sue idee progressiste e rivoluzionarie, fino a quando la causa apparterrà interamente e sarà di esclusiva discrezione di Joan. Tutto si svolge tra la fine degli anni 30 e 40 del fatidico 900. Al serrato interrogatorio, seguirà l’arresto, che emergerà solo a 40anni di distanza dai fatti veri e propri, e svelerà la vera identità della scienziata, mettendola con le spalle al muro. Dovrà dichiarare le ragioni che la portarono a tradire il suo Paese e i suoi affetti, in favore di una causa superiore, rispetto al sofferto dilemma morale più che ideologico, ma di natura struggentemente umanitaria. ” E’ giusto che un solo Paese detenga conoscenze in base alle quali sarebbe in grado di sterminare l’intera umanità, oppure perchè questo non debba avvenire creando uno squilibrio, la condivisione, come deterrente alle guerre, diverrebbe necessaria? Questa è una storia drammatica e di spionaggio non convenzionale, forse un pò scontata, ma si sa il ” Top Secret” al femminile convince sempre..

Maria Grazia Vannini

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